"Per Alessandra, tutto ciò che faccio deve essere importante, perché lei era e sarà sempre la parte migliore di me."
Stefano. Camminatore e poeta.
Stefano ha trasformato il dolore in un cammino di amore e speranza. Alessandra, sua moglie, ha affrontato per 12 anni un carcinoma ovarico, curata con dedizione all’Istituto Europeo di Oncologia. Ha affrontato ogni cura con il sorriso, lasciando un segno indelebile in chi l’ha conosciuta.
Dopo la sua scomparsa, Stefano ha trovato nella scrittura e nel cammino due strumenti per rielaborare la perdita e restituire qualcosa di prezioso agli altri. Dal suo primo libro di poesie ha raccolto 50.000 euro per la Ricerca oncologica. Con il Cammino di Santiago, altri 22.000 euro, condividendo la sua storia con chi ha incontrato lungo la strada.
Il suo gesto ha inciso il nome di Alessandra su una foglia dell’Albero della Vita all’ingresso dello IEO. Ma il cammino non si è mai fermato.
Il 15 maggio 2025, Stefano è partito da Canterbury per intraprendere un lungo cammino lungo la Via Francigena, con destinazione Roma.
Il viaggio è durato 79 giorni, durante i quali ha percorso 2.200 km, camminando in media 7 ore al giorno.
Sabato 2 agosto, Stefano ha tagliato il traguardo. Ad accoglierlo c’erano il figlio, i familiari e gli amici: un abbraccio intenso, carico di amore, fatica e speranza.
Questo viaggio è nato per ricordare Alessandra, sua moglie, che per 12 anni ha affrontato con il sorriso un carcinoma ovarico, lasciando un segno indelebile in chi ha avuto il privilegio di conoscerla.
Con questo cammino, Stefano ha trasformato il dolore in un inno alla vita, raccogliendo fondi preziosi per la Ricerca oncologica dell’Istituto Europeo di Oncologia.
Un cammino attraverso l’Europa, nato dal cuore: un passo dopo l’altro, a sostegno della ricerca sui tumori femminili. Per tutte le donne.
Ogni passo percorso è stato un messaggio di speranza, ogni chilometro un inno alla vita. Ora tocca a noi proseguire questo cammino: la sua raccolta fondi per la Ricerca oncologica è ancora aperta. Insieme possiamo fare la differenza, per tutte le donne. Non fermiamoci ora: ogni contributo è un passo verso nuove cure.