Secondo i dati dell’ISS, le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la principale causa di morte in Italia, con circa 230.000 decessi ogni anno per infarto miocardico, ictus o scompenso cardiaco.
E non è un problema solo degli anziani. Anche i giovani adulti possono soffrirne, a causa di stili di vita poco sani: fumo, alimentazione ricca di grassi e sale, sedentarietà, sovrappeso e stress cronico. Senza contare il diabete e l’ipertensione, spesso silenziosi.
Questi numeri sono un promemoria importante su quanto il cuore umano sia fragile e prezioso allo stesso tempo.
Eppure, ancora troppo spesso le persone sottovalutano i segnali che il corpo invia, ignorando i disturbi quotidiani o attribuendo piccoli malesseri a stress e stanchezza. Si tratta di un errore che può essere fatale: il cuore infatti manda delle avvisaglie quando qualcosa non va e riconoscere in tempo i sintomi di un problema cardiaco può fare la netta differenza tra un intervento tempestivo e conseguenze ben più gravi.
La prevenzione, insieme alla diagnosi precoce e all’informazione, rappresentano la strategia più efficace per contrastare le malattie cardiovascolari.
In questo articolo spieghiamo come capire se potremmo soffrire di un problema cardiaco, quali sono i principali campanelli d’allarme da non trascurare e come imparare ad ascoltare davvero il nostro cuore.
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Problemi al cuore: i sintomi da non ignorare
I sintomi cardiologici delle malattie più comuni sono tanti e ben conosciuti. Tuttavia, in alcuni casi sono mal interpretabili, confondenti, dubbi e considerati come ‘fastidi temporanei non ben definiti’. Lo sono perché non conosciuti abbastanza da una buona parte della popolazione che al momento del bisogno li dimentica.
Sintomo n. 1: Dolore al petto
Il campanello d’allarme forse più chiaro da comprendere è il classico “dolore al petto” o dolore toracico: può manifestarsi come un’iniziale sensazione di peso, compressione, bruciore, restringimento o un malessere che va e viene.
Si tratta di una sensazione comunque spiacevole, fastidiosa che il paziente raramente ha già provato. Il sintomo che solitamente perdura per 10-15 minuti e può irradiarsi a spalla/braccio sinistro (ma anche al lato destro), al collo o alla mandibola, sul dorso in mezzo alle spalle o nella parte alta dell’addome.
Sintomo n. 2: Battito cardiaco accelerato
Altro sintomo abbastanza chiaro e preoccupante è avvertire il cuore che accelera improvvisamente senza motivo, spesso a riposo o batte in modo strano.
Se la frequenza del battito è molto veloce (180-220 battiti al minuto), la pressione arteriosa si riduce e il soggetto può avere malessere, giramento di testa e sensazione di svenimento. Conviene sedersi o meglio sdraiarsi e attendere che l’aritmia cessi, di solito bruscamente così come è iniziata.
Se il problema si ripresenta con una certa frequenza è opportuno consultare il medico. Palpitazioni e battiti irregolari possono segnalare un’aritmia che, a sua volta, può nascondere problemi anche seri.
Sintomo n. 3: Fiato corto
Anche il fiato corto (dispnea) è un sintomo da non prendere alla leggera, soprattutto se progressivo, se limita la vita quotidiana o se compare a riposo. Nei casi gravi, può insorgere anche quando si è sdraiati (ortopnea) o portare a risvegli improvvisi durante la notte (dispnea parossistica notturna) che costringono il paziente a sedersi sul bordo del letto o ad alzarsi in piedi.
Si tratta di un segnale importante che indica che il cuore fatica a pompare il sangue, accumulando liquidi nei polmoni. La posizione eretta aiuta il paziente perché riduce il ritorno di sangue al cuore e la conseguente sintomatologia dispnoica.
Sintomo n. 4: Stanchezza, il sintomo spesso ignorato
C’è poi un sintomo che è molto facile ignorare e confondere, in quanto associato a moltissime altre motivazioni possibili: stiamo parlando della stanchezza e la facile esauribilità delle capacità di movimento che, in questo caso, è anomala. Infatti può essere segno di una condizione di scompenso cardiaco avanzato con importante compromissione della funzione di pompa del cuore.
Altri sintomi associati a problemi al cuore
Importante sapere che, in caso di improvviso dolore toracico, dispnea intensa, sudorazione fredda, svenimenti o sintomi più gravi, è essenziale contattare immediatamente il 112, per bloccare in tempo una situazione che potrebbe peggiorare molto rapidamente.
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Le principali patologie cardiache
Tra le più comuni patologie cardiovascolari troviamo:
- la cardiopatia ischemica
- l’infarto miocardico
- scompenso cardiaco
- disturbi del ritmo e infiammazioni del cuore
Cardiopatia ischemica: cause e sintomi
La cardiopatia ischemica è una malattia delle arterie del cuore (dette coronarie) che si restringono riducendo quindi l’apporto di sangue al cuore.
Le cause di questa patologia possono essere legate ad uno stile di vita poco salutare (fumo, cattiva alimentazione e sedentarietà) o a malattie presenti, come ipertensione, diabete e colesterolo alto.
Il sintomo principale della cardiopatia ischemica è il classico dolore o peso al centro del torace (detto angina pectoris) che è scatenato di solito dall’attività fisica – camminata, salita delle scale o sforzo fisico generico – o da stress emozionale – discussione di lavoro, preoccupazione, visione di un film emotivamente coinvolgente o di un evento sportivo. Anche l’esposizione al freddo è un fattore scatenante. I sintomi scompaiono con la cessazione dello sforzo/stress per ritornare se il problema scatenante si ripropone. Questa sequenza è molto suggestiva per un dolore coronarico.
Purtroppo, circa il 50% dei casi di cardiopatia ischemica non da dolore (cardiopatia ischemica silente) e la patologia si scopre solo incidentalmente per un controllo casuale, una valutazione per l’idoneità sportiva o un rinnovo di un’assicurazione sanitaria.
Infarto miocardico
L’infarto miocardico acuto (IMA) è la malattia coronaria più importante, causata da un’ostruzione acuta di una coronaria. Rispetto all’angina pectoris classica (dolore al petto), è un evento acuto che non sempre si associa a un fattore scatenate, non recede con il risposo, e se perdura per più di 15-20 minuti richiede un immediato consulto medico o il trasporto in pronto soccorso.
Solitamente il dolore è molto forte, associato a malessere, mancanza di fiato e senso si morte imminente. Il paziente si presenta agitato e non riesce a trovare una posizione confortevole. La terapia dell’infarto miocardico consiste nella disostruzione dell’arteria occlusa mediante angioplastica coronarica, da eseguire in ambiente ospedaliero e nel più breve tempo possibile. Nel 70% dei casi, l’infarto miocardico rappresenta la prima manifestazione clinica di una malattia coronarica preesistente, spesso in pazienti con fattori di rischio non riconosciuti o non adeguatamente trattati.
Infine, non tutti lo sanno, ma un infarto può manifestarsi anche con sintomi diversi dal classico dolore toracico: nausea, vomito, talvolta diarrea e sudorazione fredda. Questi sono sintomi di accompagnamento tipici dell’infarto miocardico che interessa la coronaria destra e possono contribuire a ritardare la diagnosi.
Tuttavia, se il quadro clinico ha un esordio improvviso, non si è mai presentato in precedenza, il paziente non ha una storia di disturbi gastrointestinali, ma presenta fattori di rischio o precedenti cardiologici, è fondamentale considerare subito l’ipotesi di un problema cardiaco.
Scompenso cardiaco: i sintomi
Un’altra patologia cardiovascolare molto diffusa è lo scompenso cardiaco, che si verifica quando il cuore non riesce più a contrarsi con forza sufficiente, riducendo la quantità di sangue che riesce a pompare e quindi la perfusione dei vari organi.
In questo caso le cause sono associate a malattie delle valvole cardiache, coronaropatia (con o senza pregresso infarto miocardico) o cardiomiopatia dilatativa (malattia del muscolo cardiaco).
Il sintomo più caratteristico è la mancanza di respiro durate sforzo, che progressivamente limita sempre di più le normali attività quotidiane sino ad essere presente anche a riposo.
Disturbi del ritmo e infiammazioni del cuore
Non meno importanti sono i disturbi del ritmo, che possono manifestarsi con:
- il cuore che batte troppo velocemente (tachicardia parossistica), fino oltre 200 battiti al minuto anche a riposo;
- il cuore che batte troppo lento (bradicardia), provocando senso di malessere, svenimenti o vere e proprie sincopi;
- il cuore che batte in modo irregolare (fibrillazione atriale).
Infine, quando si manifesta un’infiammazione del cuore si può andare incontro a miocardite (infiammazione del muscolo cardiaco) e pericardite (infiammazione del rivestimento esterno del cuore).
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La prevenzione per ridurre il rischio cardiovascolare
Secondo l’OMS e le linee guida italiane, circa il 90% delle malattie cardiovascolari si può prevenire con uno stile di vita sano, che comprende:
- dieta equilibrata e corretta (dieta mediterranea)
- attività fisica regolare (almeno 2 ore di attività aerobica a settimana)
- eliminazione totale del fumo e dell’eccesso alcolico
- mantenimento del peso corporeo ideale
Oltre a questo, è fondamentale tenersi costantemente sotto controllo tramite check regolari per verificare pressione arteriosa, colesterolo LDL, glicemia, creatinina ed emoglobina.
Importante poi fare un distinguo tra uomini e donne in relazione alle malattie cardiovascolari.
Durante tutta l’età fertile, ogni donna è generalmente “protetta” dalle malattie cardiache grazie agli ormoni, che funzionano come un sorta di scudo. Con la menopausa però, il rischio diventa del tutto simile a quello degli uomini, se non superiore.
Sono infatti proprio queste patologie a rappresentare la prima causa di morte femminile in Italia, con oltre 124.000 decessi all’anno.
Per questo, è importante non solo avere consapevolezza sui sintomi specifici dei problemi al cuore e sulla gravità delle malattie cardiovascolari femminili e seguire uno stile di vita sano, ma anche iniziare i controlli già dai 35 anni o in presenza di fattori di rischio.
Monzino Women per la prevenzione delle malattie cardiovascolari
Ci sono centri, come il “Monzino Women”, nato nel 2017 presso il Centro Cardiologico Monzino di Milano, ad avere programmi di prevenzione cardiovascolare dedicato a donne tra i 35 e i 60 anni senza sintomi clinici evidenti.
Si serve di un’équipe multidisciplinare (medici, dietologi, psicologi, infermieri) e fornisce alle donne percorsi personalizzati con anamnesi approfondita, screening (metabolici, genetici e infiammatori), valutazioni psicologiche per stress, ansia, depressione ed esami diagnostici.
Per gli uomini, invece, il consiglio è iniziare a monitorare la salute del cuore già a partire dai 40 anni, soprattutto se ci sono familiarità o altri fattori di rischio, con controlli più regolari (sangue, elettrocardiogramma e test da sforzo) quando si raggiungono i 50-60 anni.
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La Ricerca per rendere le malattie cardiovascolari sempre più curabili
La Ricerca sulle malattie cardiovascolari è fondamentale per sviluppare:
- cure sempre più efficaci, disponibili e sostenibili
- tecniche meno invasive
- strumenti diagnostici capaci di individuare i problemi prima che diventino gravi
Investire nella Ricerca significa quindi rendere le malattie cardiovascolari sempre meno minacciose, tramite cure personalizzate, diagnosi precoci e strategie di prevenzione sempre più efficaci.
Una conquista non solo individuale, ma per tutta la società.
Per questo motivo la Fondazione IEO-MONZINO ETS sostiene in modo esclusivo e diretto la Ricerca clinica e sperimentale del Centro Cardiologico Monzino, un centro di eccellenza a livello internazionale per la cura, la prevenzione e la Ricerca sulle malattie del cuore.
Anche il tuo aiuto può essere fondamentale: ogni donazione contribuisce a finanziare progetti di Ricerca innovativi, a sviluppare tecnologie diagnostiche più avanzate e a garantire a sempre più persone la possibilità di ricevere cure tempestive e su misura.

