Gaia Salina

Ricercatrice nell'Unità di Cardio-oncologia e Biologia Vascolare presso il Centro Cardiologico Monzino
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I talenti della Ricerca – Gaia Salina

Gaia Salina è una ricercatrice nell’Unità di Cardio-oncologia e Biologia Vascolare presso il Centro Cardiologico Monzino.

L’obiettivo del suo progetto di Ricerca è la caratterizzazione di nuovi bersagli terapeutici che possano essere sfruttati per ri-sensibilizzare le cellule tumorali agli stimoli meccanici cardiaci e individuare possibili vie per trattare metastasi cardiache e altri tipi di tumori solidi.

Chi sei e cosa ti appassiona del tuo lavoro?

Mi chiamo Gaia e sono una giovane ricercatrice al Centro Cardiologico Monzino. Ciò che mi appassiona del mio lavoro è la possibilità di esplorare continuamente tematiche nuove e intellettualmente stimolanti, spesso ancora inesplorate. Allo stesso tempo, è molto emozionante sapere che il mio impegno può contribuire a scoperte con un impatto concreto e significativo per la società.

Di cosa ti occupi?

Mi occupo di studiare i tumori del miocardio, una patologia rara per la quale al momento non esistono terapie mirate. In particolare, ci stiamo focalizzando sul ruolo che le forze meccaniche cardiache svolgono nell’impedire lo sviluppo di masse tumorali nel cuore. Il nostro progetto si pone l’obbiettivo di utilizzare tecniche di trascrittomica spaziale e modelli sperimentali avanzati per studiare in che modo le cellule tumorali percepiscono e reagiscono agli stimoli meccanici.

Puoi raccontarci, in parole semplici, il tuo progetto di Ricerca?

In parole semplici, il cuore è un organo che raramente viene colpito dai tumori e il nostro obbiettivo è cercare di capire se e in quale modo le forze meccaniche cardiache contribuiscono a impedire l’insorgenza di questa patologia. Per raggiungere quest’obbiettivo utilizziamo sia campioni umani, donati alla Ricerca dai pazienti, che modelli sperimentali avanzati, come a esempio tessuti cardiaci ingegnerizzati che vengono prodotti nel nostro laboratorio.

Quali sono gli obiettivi della tua Ricerca e che risultati hai raggiunto o vorresti raggiungere?

Ci stiamo focalizzando sull’individuazione e lo studio dei meccanismi che regolano la risposta delle cellule tumorali allo stress meccanico. L’obiettivo finale è la caratterizzazione di nuovi bersagli terapeutici che possano essere sfruttati per ri-sensibilizzare le cellule tumorali agli stimoli meccanici cardiaci e individuare possibili vie di meccano-trasduzione da colpire per trattare le metastasi cardiache, ma anche altri tipi di tumori solidi.

Come hai iniziato a fare Ricerca? Cosa ti ha portato fin qui?

Ho iniziato a fare Ricerca durante i miei studi universitari, in un laboratorio di biologia cardiovascolare durante la laurea triennale e in uno di immuno-oncologia durante la laurea magistrale. Entrambe le tematiche mi hanno appassionata molto e il progetto al quale sto lavorando mi permette di esprimere al meglio le mie competenze in entrambi i campi/settori.

Qual è stata finora la sfida più grande nel tuo percorso?

Credo che in generale la sfida più grande di questo lavoro sia accettare e riuscire ad affrontare l’imprevedibilità della Ricerca. Il percorso non è mai lineare perché ogni risultato ottenuto può aprire nuove strade alternative e mettere in discussione ciò che pensavamo di sapere. A volte queste difficoltà possono essere scoraggianti, ma ci danno occasione di esplorare ipotesi diverse. Mantenere una visione chiara dell’obiettivo nonostante gli imprevisti è impegnativo ma al tempo stesso estremamente stimolante.

Come si svolge una tua giornata tipo in laboratorio?

In laboratorio non esiste una vera e propria “giornata tipo” perché dobbiamo svolgere diverse attività. Alterniamo momenti dedicati allo svolgimento di esperimenti, all’acquisizione e all’analisi dei dati che essi producono, ma dobbiamo anche occuparci di riportare le scoperte fatte in articoli scientifici, dedicarci allo studio delle tematiche di cui ci occupiamo e a confrontarci e coordinarci con i colleghi.

C’è stato un momento in cui hai sentito di aver scoperto qualcosa di importante?

La mia carriera è ancora agli inizi quindi non credo di aver scoperto niente di così significativo da essere rilevante, ma ogni esperimento che svolgiamo con successo rappresenta un piccolo passo per avvicinarsi all’obiettivo finale, che è quello di migliorare l’aspettativa e la qualità di vita dei pazienti.

Quanto è importante per te lavorare in squadra e condividere i risultati?

Credo che lavorare in squadra sia fondamentale perché la Ricerca biomedica richiede competenze interdisciplinari e poter contare su colleghi che hanno abilità complementari è essenziale per poter affrontare al meglio le sfide di un progetto di Ricerca. Condividere conoscenze e risultati permette di accelerare notevolmente il progresso scientifico e rende l’ambiente lavorativo più leggero e sereno, anche grazie ai piccoli momenti di condivisione al di fuori degli esperimenti.

In che modo il sostegno della Fondazione IEO-MONZINO ETS e dei suoi donatori fa la differenza nella Ricerca?

Il sostegno della Fondazione IEO-MONZINO e dei suoi donatori è essenziale in quanto la Ricerca è un campo innovativo e stimolante, ma allo stesso tempo estremamente costoso. I fondi raccolti permettono di fare fronte ad alcune importanti spese come a esempio l’assunzione di personale qualificato e l’acquisto di tecnologie e reagenti. Senza un adeguato sostegno economico sarebbe impossibile verificare le ipotesi dei ricercatori e trasformarle in progressi scientifici concreti, con un impatto reale sulla vita dei pazienti.

Cosa diresti a chi oggi sceglie di sostenere la Ricerca?

Chi sceglie di sostenere la Ricerca compie un gesto prezioso, perché quel piccolo gesto è un investimento per la salute futura di tutti noi. Grazie a questo sostegno abbiamo la possibilità di sviluppare strategie per prevenire e curare malattie che oggi sono difficili da trattare, migliorando lo stile e l’aspettativa di vita di molti pazienti. La Ricerca è infatti estremamente costosa e purtroppo ancora sotto finanziata: spesso mancano fondi adeguati e il personale non riceve il riconoscimento economico proporzionato all’impegno richiesto. Proprio per questo ogni donazione è fondamentale, perché rende possibile ciò che altrimenti resterebbe solamente un’idea.

Perché, secondo te, è importante continuare a credere nella Ricerca medico-scientifica?

Credo che sia fondamentale continuare a credere nella Ricerca medico-scientifica perché rappresenta il motore dell’evoluzione e del progresso. Ogni nuova scoperta ci permette di conoscere meglio il corpo umano e le malattie, fornendoci strumenti sempre più efficaci per affrontare quelle presenti e prepararci a quelle future. Investire nella Ricerca significa, in definitiva, investire in un futuro migliore, più sano e con più possibilità di cura e prevenzione per tutti.

La borsa di studio di Gaia Salina è stata finanziata attraverso i Contributi da Fondi Vincolati. Con questi fondi finanziamo iniziative mirate, come Borse di Studio per giovani ricercatori, in linea con le condizioni stabilite di destinazione e/o vincolo.
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Sostenere la Ricerca significa compiere un gesto prezioso che trasforma le idee in cure concrete, investendo nella salute e nel futuro di tutti.
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