Ipertensione: il rischio che spesso non si sente, ma che si può prevenire e curare

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L’ipertensione arteriosa è una delle condizioni più diffuse nella popolazione adulta ed è anche una delle più insidiose. Spesso non dà sintomi, ma nel tempo può aumentare in modo significativo il rischio di infarto, ictus, scompenso cardiaco e danno renale. Proprio per questo viene definita spesso un “killer silenzioso”.

La buona notizia è che oggi sappiamo molto su come prevenirla e trattarla. Eppure, molte persone non sanno di avere la pressione alta oppure, pur essendo in terapia, non riescono a mantenerla sotto controllo. Per questo la prevenzione, la diagnosi precoce e la continuità delle cure restano fondamentali.

Un problema molto più comune di quanto si pensi

L’ipertensione riguarda una quota importante della popolazione adulta, in Italia come nel resto del mondo. In molti casi viene scoperta tardi, proprio perché all’inizio non provoca disturbi evidenti. Questo ritardo può favorire la comparsa di complicanze cardiovascolari anche gravi.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la pressione alta è una delle principali cause di morte prematura a livello globale. Molti infarti e molti ictus potrebbero essere evitati con una diagnosi tempestiva e con un controllo efficace dei valori pressori.

Misurare la pressione è il primo passo

Proprio perché spesso non dà sintomi, l’ipertensione va cercata attivamente. Misurare la pressione in modo corretto è il primo passo per riconoscerla e intervenire per tempo.

La misurazione può essere eseguita dal medico, ma anche a domicilio, utilizzando dispositivi validati e seguendo indicazioni corrette. Ripetere i controlli nel tempo aiuta a ottenere una valutazione più affidabile e a distinguere eventuali aumenti occasionali da un vero problema persistente.

Lo stile di vita può fare la differenza

Nella prevenzione e nella cura dell’ipertensione, lo stile di vita è molto importante. Ridurre il consumo di sale, mantenere un peso corretto, fare attività fisica con regolarità e non fumare sono abitudini semplici, ma molto utili per tenere la pressione sotto controllo.

Non servono cambiamenti drastici da un giorno all’altro: anche piccoli passi possono aiutare. Perdere qualche chilo spesso contribuisce ad abbassare la pressione. Camminare ogni giorno, o fare un po’ di attività fisica con regolarità, aiuta il cuore e mantiene in salute i vasi sanguigni. Smettere di fumare, inoltre, riduce in modo importante il rischio di infarto, ictus e di altre malattie cardiovascolari.

Quando servono i farmaci

Se lo stile di vita non basta, il medico può prescrivere una terapia antipertensiva. Oggi sono disponibili farmaci efficaci e ben studiati, che permettono nella maggior parte dei casi di controllare bene la pressione.

Le linee guida più recenti raccomandano spesso di usare due o più principi attivi in combinazione, talvolta anche in una sola compressa. Questo approccio può migliorare l’efficacia della terapia e renderla più semplice da seguire nel tempo.

Un punto essenziale è l’aderenza: i farmaci funzionano bene se vengono assunti con regolarità e secondo le indicazioni del medico.

La Ricerca guarda avanti

Accanto alle cure già disponibili, la Ricerca sta sviluppando nuove strategie per i casi più difficili da controllare, come l’ipertensione resistente. Tra le aree più promettenti ci sono farmaci che agiscono su specifici meccanismi ormonali, compresi quelli coinvolti nella produzione di aldosterone. Alcuni di questi trattamenti hanno mostrato risultati incoraggianti negli studi più recenti.

Si stanno inoltre studiando nuove modalità terapeutiche che potrebbero consentire un controllo prolungato della pressione.

Ogni paziente è diverso

Non esiste un’unica forma di ipertensione uguale per tutti. La pressione alta può dipendere da fattori genetici, stile di vita, età, altre malattie e condizioni ambientali. Per questo la valutazione deve sempre essere personalizzata.

Oggi, inoltre, anche gli strumenti digitali possono aiutare nel monitoraggio quotidiano e nel controllo dei fattori di rischio, favorendo una maggiore continuità nel rapporto tra paziente e professionisti sanitari. In questo ambito si inserisce lo studio CV-Prevital, che utilizza un’applicazione che prende per mano il paziente e lo guida nelle attività importanti per la prevenzione cardiovascolare.

Come evidenziato da Damiano Baldassarre, responsabile dell’Unità di Ricerca Morfologia e funzione arteriosa del Centro Cardiologico Monzino e co-principal investigator dello studio, i dati preliminari sono incoraggianti e sembrano indicare un impatto positivo nella riduzione degli eventi cardiovascolari, in particolare degli infarti, dato, tuttavia, da verificare con analisi definitive

Il valore della Ricerca

L’ipertensione è una malattia frequente, ma non per questo banale. Riconoscerla in tempo, trattarla bene e continuare a investire nella Ricerca significa prevenire molte complicanze e proteggere la salute cardiovascolare.

La Fondazione IEO-MONZINO ETS sostiene la Ricerca del Centro Cardiologico Monzino, contribuendo allo sviluppo di nuove conoscenze e di nuove strategie per la prevenzione e la cura delle malattie cardiovascolari.

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