Pressione arteriosa: quando servono i farmaci e cosa fare per controllarla  

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La gestione della pressione arteriosa non si basa solo sui farmaci, ma su un approccio più ampio che tiene conto dello stile di vita e delle caratteristiche di ogni persona. Come spiega la dottoressa Anna Apostolo, Aiuto Referente cardiologo dell’Unità Scompenso cardiaco e del Laboratorio di Fisiopatologia cardiorespiratoria del Centro Cardiologico Monzino, in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera, la decisione di iniziare una terapia farmacologica dipende sempre da una valutazione complessiva del paziente e non da un singolo valore.  

Pressione arteriosa: quali valori considerare  

Quando si parla di pressione arteriosa, è importante sapere che esistono intervalli considerati normali o ai limiti superiori. Le linee guida indicano come limite superiore normale o normale-alti quelli compresi tra 130-139 mmHg per la massima e 85-89 mmHg per la minima.  

Questi valori devono essere confermati con misurazioni ripetute, anche a domicilio. Questo passaggio è fondamentale per escludere la cosiddetta ipertensione “da camice bianco”, cioè l’aumento temporaneo della pressione dovuto all’emozione della visita medica.  

Quando sono necessari i farmaci  

La scelta di iniziare una terapia per la pressione arteriosa non dipende solo dai numeri, ma anche dal rischio cardiovascolare complessivo. Il medico valuta diversi fattori, come età, presenza di altre patologie e stile di vita 

In molti casi, soprattutto nelle fasi iniziali, si parte con interventi non farmacologici. Tuttavia, poiché gli effetti del cambiamento dello stile di vita si vedono nel tempo, può essere necessario introdurre, in aggiunta, fin da subito, i farmaci per controllare i valori pressori. In genere si inizia una terapia per valori uguali o superiori a 140/90 mmHg o a 130/80 mmHg in pazienti selezionati, che hanno già altre patologie come pregresso ictus, diabete, insufficienza renale o comunque un rischio complessivo elevato di eventi cardiovascolari.  

Una volta iniziata, la terapia è spesso continuativa, perché la pressione tende a rialzarsi se non viene trattata. In alcune situazioni, se i valori diventano stabili e addirittura eccessivamente ridotti, grazie agli interventi sullo stile di vita, il medico può valutare una riduzione graduale dei farmaci. È importante non sospendere mai la terapia autonomamente.  

Il ruolo dello stile di vita  

Il controllo della pressione arteriosa passa anche da abitudini quotidiane corrette. L’alimentazione ha un ruolo centrale: è consigliata una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura e cereali integrali e povera di sale e grassi saturi, come quella mediterranea.  

Anche il peso corporeo è un fattore chiave. Il sovrappeso e l’obesità sono strettamente legati all’aumento della pressione, mentre anche una perdita di peso moderata può portare benefici significativi.  

L’attività fisica regolare è un altro pilastro. Si raccomandano almeno 150 minuti a settimana di esercizio aerobico di intensità moderata, come camminata veloce, bicicletta o nuoto, associati a esercizi di rinforzo muscolare alcune volte a settimana.  

Infine, è importante limitare il consumo di alcol, evitare il fumo e gestire lo stress, tutti elementi che possono influenzare negativamente i valori pressori.  

Il valore della Ricerca  

Comprendere come gestire al meglio la pressione arteriosa è fondamentale per prevenire le malattie cardiovascolari.   

La Fondazione IEO-MONZINO ETS sostiene la Ricerca medico-scientifica del Centro Cardiologico Monzino, supportando il lavoro di medici, ricercatori e ricercatrici impegnati nello sviluppo di nuove strategie per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle patologie cardiovascolari. 

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