Linfedema: cos’è, diagnosi e terapie fisioterapiche

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Il linfedema è una condizione cronica data dal malfunzionamento del sistema linfatico, una delle cause è legata alla chirurgia oncologica e alla radioterapia. Il tema è stato approfondito dalla Dottoressa Maria Claudia Simoncini, coordinatrice dell’Unità di fisioterapia, e dal Dottor Fabio Sandrin, fisioterapista specializzato, in una recente diretta Facebook dell’Istituto Europeo di Oncologia, aiutando a chiarire in modo semplice come riconoscerlo e come gestirlo nella vita di tutti i giorni.

Cos’è il linfedema e perché si manifesta

Il linfedema può comparire dopo interventi chirurgici oncologici che prevedono l’asportazione dei linfonodi, in particolare in sede ascellare, inguinale o addomino-pelvica. Il problema nasce da un danno del sistema linfatico, che non riesce più a drenare correttamente i fluidi (acqua, proteine, lipidi, e altre sostanze).

Questo porta a un accumulo progressivo di liquidi nei tessuti, soprattutto negli arti nelle zone interessate dal trattamento oncologico. Il riconoscimento precoce è fondamentale perché il trattamento è più efficace quando si interviene nelle fasi iniziali.

Linfedema: trattamento e ruolo della fisioterapia

Il trattamento del linfedema non prevede la limitazione dell’attività fisica. Al contrario, il movimento e lo sport sono consigliati, purché adattati alla condizione della persona.

L’approccio fisioterapico comprende diverse strategie integrate:

  • bendaggi multicomponenti trattamenti compressivi che prevedono la sovrapposizione di strati di diversi materiali nei cicli di trattamento e mantenimento
  • linfodrenaggio manuale, tecnica di massaggio specifica per stimolare il deflusso dei liquidi verso le vie linfatiche funzionanti
  • utilizzo di guaine elastocompressive su misura: dispositivi medici progettati per esercitare una pressione controllata in modo da mantenere i risultati ottenuti
  • autobendaggio per favorire l’autonomia del paziente
  • esercizi fisici mirati, anche in acqua, utili per migliorare mobilità e drenaggio

Il coinvolgimento attivo del paziente è una parte essenziale del processo, perché la continuità delle terapie domiciliari incide direttamente sui risultati.

Diagnosi precoce del linfedema

Individuare il linfedema nelle fasi iniziali permette di intervenire in modo più efficace. Tra gli strumenti diagnostici utilizzati troviamo:

linfofluoroscopia: metodica mini-invasiva e non radioattiva che mappa in tempo reale i vasi linfatici superficiali, consentendo di rilevare le alterazioni di funzione del sistema linfatico prima che l’occhio riesca a vederle e di pianificare un trattamento precoce e personalizzato.

  • linfoscintigrafia: esame di medicina nucleare che permette di visualizzare il sistema linfatico e studiare il drenaggio.
  • linforisonanza: tecnica di imaging a risonanza magnetica non invasiva e priva di radiazioni.

Questi esami permettono di valutare il sistema linfatico prima che l’edema diventi evidente.

Fattori di rischio e prevenzione

Il rischio di sviluppare linfedema aumenta in presenza di alcuni fattori, tra cui:

  • radioterapia o chemioterapia
  • predisposizione genetica
  • età avanzata
  • obesità
  • periodi di immobilizzazione

Uno stile di vita equilibrato, con attenzione al peso corporeo, all’attività fisica costante, all’alimentazione, e alla cura della cute per prevenire le infezioni, può contribuire alla prevenzione e alla gestione del linfedema insieme al monitoraggio medico.

Trattamenti e approcci chirurgici

Attualmente non esistono interventi chirurgici risolutivi per il linfedema. Alcune tecniche come l’anastomosi linfatico venosa, tecnica microchirurgica utilizzata per trattare il linfedema, o il trapianto di linfonodi possono migliorare la condizione, ma solo se integrate con un percorso fisioterapico intensivo.

Alcune tecniche, come la pressoterapia, possono essere utilizzate solo all’interno di un percorso terapeutico completo e non rappresentano un trattamento efficace se impiegate da sole.

Il valore di prevenzione e Ricerca

Il trattamento del linfedema è più efficace quando si basa su un approccio multidisciplinare che unisce fisioterapia, esercizio fisico, monitoraggio medico e partecipazione attiva del paziente.
La diagnosi precoce e la continuità delle cure permettono di migliorare in modo significativo la qualità della vita delle persone.

Per questo la Fondazione IEO-MONZINO ETS sostiene la Ricerca medico-scientifica dell’Istituto Europeo di Oncologia, promuovendo un approccio alla salute che metta sempre al centro la persona nella sua globalità.

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