Giornata mondiale contro il fumo: come cambia il cuore di un fumatore

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Il 31 maggio è la Giornata Mondiale senza tabacco (World No Tobacco Day o WNTD): si tratta di un evento mondiale promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che si celebra ogni anno durante questo mese di primavera.

Il tema per l’edizione del 2025, “Quit and Win” (Smetti e Vinci!), pone l’accento sull’importanza della motivazione positiva nei percorsi di cessazione dal fumo.

L’iniziativa propone l’approccio innovativo che incoraggia i fumatori a interrompere il consumo di tabacco per almeno quattro settimane, dimostrando anche come un obiettivo a breve termine può costruire un primo passo concreto verso la disassuefazione duratura.

Il progetto è nato e si è diffuso con l’obiettivo di: 

  • Sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi per la salute del consumo attivo e passivo di tabacco (in tutte le sue forme);
  • Promuovere politiche efficaci per ridurre il tabagismo;
  • Incentivare l’adozione di stili di vita più sani.

Il motivo di questa mobilitazione annuale è semplice quanto drammatico: con più di 8 milioni di morti all’anno, il fumo è la principale causa prevenibile di decesso nel globo. 

Com’è il cuore di un fumatore? Gli effetti del fumo sul sistema cardiovascolare

Il fumo di tabacco rappresenta uno dei principali fattori di rischio per le malattie

cardiovascolari, contribuendo significativamente all’insorgenza di patologie come infarto, ictus e arteriopatie periferiche.

Fumare va quindi a compromettere la salute del cuore e dei vasi sanguigni attraverso diversi meccanismi patogenetici:

  • Danno endoteliale: le sostanze chimiche presenti nel fumo danneggiano l’endotelio, il sottile rivestimento interno dei vasi sanguigni. Ricerche condotte presso il Centro Cardiologico Monzino hanno dimostrato che fumare una sola sigaretta è già sufficiente per danneggiare funzionalmente l’endotelio e ridurre la capacità delle arterie di dilatarsi quando questo è necessario.
  • Fumare innesca l’aterosclerosi, una condizione cronica caratterizzata dall’accumulo lento e progressivo di placche che irrigidiscono le pareti e restringono il lume delle arterie.
  • Ipertensione arteriosa: la nicotina stimola il sistema nervoso simpatico, provocando vasocostrizione e un aumento significativo della pressione sanguigna, un noto fattore di rischio per infarto e ictus.
  • Ipossia tissutale: il monossido di carbonio presente nel fumo si lega all’emoglobina con un’affinità oltre 200 volte superiore rispetto all’ossigeno, riducendo drasticamente la capacità del sangue di trasportare ossigeno ai tessuti, incluso il muscolo cardiaco.
  • Aumento della coagulabilità: il fumo induce iperattività piastrinica e aumento dei livelli di fibrinogeno, aumentando il rischio di trombosi.

Questi effetti combinati aumentano significativamente il pericolo di eventi cardiovascolari acuti, come infarto del miocardio e ictus cerebrale.

Tutti i danni provocati dal fumo

I danni che il fumo provoca al corpo sono vasti e non risparmiano nessun organo. 

Oltre a provocare tumori e leucemia per le sostanze che contenute e prodotte dalla combustione del tabacco e della carta, fumare può avere effetti devastanti sull’apparato respiratorio (è responsabile di circa il 70% dei tumori polmonari) e sul sistema nervoso, con impatti negativi anche sulle funzioni cognitive e sulla memoria a lungo termine.

Non solo: indebolisce le difese immunitarie, rendendo il corpo più vulnerabile a infezioni, accelera il processo di invecchiamento della pelle, ha effetti negativi sul cavo orale e contribuisce alla disfunzione erettile negli uomini e in rischi maggiori durante la gravidanza per le donna. 

Inoltre, come abbiamo detto prima, il fumo di tabacco rappresenta anche uno dei più insidiosi nemici per la salute del cuore. Degli 8 milioni di decessi l’anno, ben 7 milioni sono attribuibili direttamente a malattie cardiovascolari causate dal consumo di tabacco.

I benefici di smettere di fumare: il cuore risponde subito

Per chi sta pensando di smettere di fumare, c’è una buona notizia: i benefici della cessazione del fumo sul cuore sono evidenti già dopo poche ore e aumentano nel medio e lungo periodo. 

Il recupero della salute cardiovascolare avviene in tappe progressive.

La prima arriva già dopo 20 minuti dall’ultima sigaretta, quando la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca si iniziano a normalizzare, mentre dopo sole 12 ore  i livelli di monossido di carbonio nel sangue tornano alla normalità, migliorando l’ossigenazione dei tessuti.

Il miglioramento della circolazione sanguigna e della funzione polmonare avviene tra le 2 e le 12 settimane senza fumo, con uno stato di benessere generale.. 

Serve invece almeno 1 anno senza fumare per ridurre il rischio di malattia coronarica del 50% rispetto a un fumatore e dai 5 ai 15 anni per equiparare il rischio di ictus a quello di un non fumatore.

Infine, passati 15 anni senza più avvicinarsi al tabagismo, il rischio di malattia coronarica diventa simile a quello di una persona che non ha mai fumato.

Questi dati sottolineano come non sia mai troppo tardi per smettere di fumare: ogni giorno senza fumo rappresenta un passo avanti verso un cuore più sano.

Il ruolo del Centro Cardiologico Monzino nella prevenzione delle malattie cardiovascolari

Il Centro Cardiologico Monzino è da sempre in prima linea nella prevenzione, trattamento e cura delle malattie cardiovascolari. 

La Giornata Mondiale contro il Fumo rappresenta l’occasione ideale per ribadire un messaggio chiaro e urgente: smettere di fumare salva il cuore!

La prevenzione cardiovascolare parte prima di tutto da scelte quotidiane consapevoli e prosegue con la consapevolezza che il cuore, pur essendo  uno degli organi più danneggiati dal fumo, è anche tra i primi a trarre beneficio dall’abbandono della sigaretta. Gli studi, infatti, dimostrano che quanto prima si smette di fumare, più anni di vita si guadagnano.

I cardiologi e gli specialisti in prevenzione del Centro Cardiologico Monzino sono fortemente impegnati nella motivazione e nella guida dei pazienti fumatori verso la cessazione del tabagismo. I pazienti con maggiore dipendenza dalla nicotina o più refrattari a smettere sono orientati a contattare i centri Antifumo esistenti sul territorio, dove potranno partecipare a percorsi che combinano approcci cognitivo-comportamentali e farmacologici mirati e smettere di fumare

Affidarsi a strutture come il Monzino può quindi fare la differenza e fornisce strumenti concreti e supporto di professionisti per un futuro libero dal fumo e ricco di salute.

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