I sintomi e le cause di un infarto silente

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Un infarto silente ha sintomi e cause ben precise, anche se non sempre facili da riconoscere.

Si tratta di una forma di infarto miocardico che si manifesta dal punto di vista dei sintomi in modo diverso. Non presenta infatti i sintomi classici che abbiamo imparato a dover considerare quando parliamo di malattia cardiaca.

Per questo può non essere individuata subito oppure essere scambiata per disturbi lievi e passeggeri di natura differente da quella cardiaca. Rappresenta percentualmente tra il 10-25% di tutte le diagnosi di infarto.

Da qui l’importanza di comprendere i fattori di rischio, riconoscere i possibili segnali e ricorrere alla prevenzione

L’infarto silente è asintomatico ma ci sono dei segnali da osservare

Se è vero che l’infarto silente è asintomatico, è altrettanto vero che il corpo invia comunque alcuni “segnali di allarme”

Per semplificare possiamo dire che la sintomatologia dell’infarto classico rispetto a quella dell’infarto silente è caratterizzata da sintomi simili, ma mentre nel primo caso questi sono importanti (dolore e oppressione toracica sono ben evidenti, l’irradiazione al collo o al braccio, la sudorazione, la nausea/vomito sono anch’essi chiari), nell’infarto silente i sintomi sono molto più lievi e sfumati e possono essere confusi con episodi di malessere. 

Tra i più comuni c’è il senso di affaticamento improvviso o persistente, il fiato corto anche durante semplici attività quotidiane e un lieve fastidio (o pressione) al torace. In alcuni casi il dolore può irradiarsi a mandibola, collo, schiena o braccia, accompagnato da nausea, sudorazione insolita, capogiri o una generale sensazione di debolezza.

Va ricordato infine che anche la sintomatologia è più sfumata, dal punto di vista del danno cardiaco legato all’infarto (morte delle cellule miocardiche) la severità può essere comunque di rilievo. Da qui la necessità di comprendere le cause, non sottostimare la sintomatologia e infine sottoporsi ai corretti accertamenti. 

Le cause e i fattori di rischio di un infarto silente

Le cause di un infarto silente sono le stesse dell’infarto miocardico classico. Questo significa che sono principalmente legate a problemi di circolazione del sangue nelle coronarie che sono le arterie che nutrono il cuore.

Una delle principali cause di riduzione dell’apporto di sangue è la presenza nelle arterie di  depositi di grasso, colesterolo e altre sostanze che formano le cosiddette placche aterosclerotiche

Quando una di queste raggiunge una dimensione importante (ostruzione del vaso superiore al 70%) o per motivi strutturali si rompe andando a chiudere acutamente il vaso coronarico, , il flusso di sangue può ridursi drasticamente o addirittura interrompersi del tutto.

La conseguenza della riduzione dell’arrivo del sangue o la sua totale assenza provoca danni permanenti alle cellule cardiache (morte cellulare): questo è l’infarto del miocardio. 

Diversi fattori possono favorire nel tempo questo processo,  aumentando il rischio di infarto. Tra i principali fattori di rischio ci sono:

  • pressione arteriosa elevata
  • colesterolo alto
  • diabete
  • fumo di sigaretta
  • sovrappeso e obesità
  • sedentarietà
  • alimentazione poco equilibrata
  • stress cronico
  • familiarità per malattie cardiovascolari.

Anche l’età avanzata e il diabete aumentano i rischi. Soprattutto quest’ultima  patologia, a causa dell’iperglicemia, determina un’alterata percezione del dolore (anche quello cardiaco).

La diagnosi dell’infarto silente

Non avendo sintomi chiari e ben definiti, diagnosticare un infarto silente è molto complesso. Spesso infatti viene individuato quando è già tardi, oppure riconosciuto casualmente durante visite cardiologiche eseguite per altri motivi.

Ecco perché sottoporsi periodicamente a visite ed esami di controllo è fondamentale, soprattutto in presenza di fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione, colesterolo alto, diabete o familiarità. 

Individuare precocemente eventuali alterazioni del cuore o della circolazione permette infatti di intervenire prima che il danno cardiaco peggiori o che si verifichino complicanze più serie.

Tra gli esami più utilizzati per individuare un infarto silente o valutarne le conseguenze ci sono:

  • elettrocardiogramma (ECG)
  • ecocardiogramma
  • TAC coronarica
  • risonanza magnetica cardiaca
  • test da sforzo
  • ecocardiogramma da sforzo al cicloergometro
  • esami del sangue specifici.

Trattandosi di una patologia che si sviluppa lentamente nel corso di decenni e che, se peggiora, può causare eventi cardiovascolari anche gravi, la diagnosi precoce è essenziale per preservare e tutelare la salute del cuore.

Quando rivolgersi al medico e i possibili trattamenti

Rivolgersi al medico è importante prima di tutto in presenza di fattori di rischio cardiovascolare come pressione alta, colesterolo elevato, diabete, fumo o familiarità per malattie cardiache. 

Un altro campanello d’allarme è la comparsa di disturbi apparentemente lievi, come affaticamento frequente, fiato corto e senso di oppressione al petto, ma che persistono e che si manifestano in maniera inaspettata.

La presenza di sintomi più intensi o improvvisi, come dolore toracico elevato, difficoltà respiratoria importante o perdita di coscienza, richiede un intervento immediato e la necessità di contattare tempestivamente i soccorsi. 

La valutazione medica tempestiva permette di approfondire eventuali segnali sospetti e di intervenire precocemente, riducendo il rischio di complicanze. 

Il trattamento dell’infarto silente

Il trattamento dell’infarto silente dipende dall’entità del danno al cuore e dalle condizioni generali del paziente. L’infarto silente viene spesso scoperto a posteriori. Vengono quindi suggerite modifiche dello stile di vita, farmaci per il controllo dei fattori di rischio e, se necessario, trattamenti percutanei o chirurgici. 

Le cure possono includere: 

  • farmaci per controllare pressione arteriosa, colesterolo, glicemia e terapie antiaggreganti piastriniche; 
  • cambiamento dello stile di vita, integrando alimentazione equilibrata, attività fisica regolare ed eliminazione del fumo;
  • possono richiedere anche interventi specifici, come angioplastica o bypass coronarico, per ripristinare un corretto flusso di sangue a livello dei vasi coronarici al cuore.

Controlli e abitudini sane per una buona prevenzione dell’infarto silente

Come per le altre malattie cardiovascolari, anche per l’infarto silente la prevenzione è uno degli strumenti più efficaci.

Il consiglio è di monitorare regolarmente parametri chiave, come pressione arteriosa, colesterolo e glicemia, per individuare già da soli alterazioni che possono andare a causare danni alle arterie coronarie. 

Dopo i 40 anni è anche importante svolgere regolari controlli cardiologici, per verificare che tutto sia a posto e consentire al medico di intervenire il prima possibile in caso di problematiche.

Anche le abitudini quotidiane fanno una grande differenza nella prevenzione cardiovascolare. Seguire un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta, verdura, cereali integrali e povera di grassi saturi aiuta a mantenere sotto controllo colesterolo e pressione. Allo stesso modo, praticare attività fisica con regolarità favorisce la salute del cuore e della circolazione.

È inoltre importante: 

  • evitare il fumo 
  • limitare il consumo di alcol
  • mantenere un peso corporeo adeguato
  • gestire lo stress
  • avere un sonno regolare e di qualità.

Prendersi cura del proprio cuore ogni giorno, attraverso piccoli gesti e controlli regolari, è il primo passo per prevenire l’infarto silente e proteggere la salute cardiovascolare nel lungo periodo.

Cosa fa la Ricerca e cosa puoi fare TU

La Ricerca cardiovascolare è fondamentale per comprendere meglio i meccanismi dell’infarto silente, migliorare la diagnosi precoce e sviluppare terapie sempre più efficaci e personalizzate.

Il lavoro di Ricerca del Centro Cardiologico Monzino, sostenuto dalla Fondazione IEO-MONZINO ETS, si concentra in particolare su:

  • identificazione dei fattori che favoriscono lo sviluppo delle malattie cardiovascolari; 
  • miglioramento delle tecniche di imaging cardiaco;
  • prevenzione delle complicanze legate a infarto, aritmie e insufficienza cardiaca. 

L’Istituto dispone di tecnologie avanzate per la valutazione delle coronarie, della perfusione cardiaca e della funzionalità del cuore, fondamentali per riconoscere anche alterazioni cardiovascolari poco evidenti.

Un altro ambito centrale della Ricerca riguarda l’individuazione dei pazienti più a rischio attraverso programmi di prevenzione cardiovascolare e percorsi personalizzati di controllo e monitoraggio. L’obiettivo è intervenire prima che un danno cardiaco diventi grave o provochi conseguenze irreversibili.

Essendo il primo IRCCS europeo dedicato esclusivamente alle malattie cardiovascolari, il Monzino integra quotidianamente attività clinica e Ricerca scientifica, trasformando i risultati degli studi in nuove opportunità di diagnosi, prevenzione e cura per i pazienti.

Anche grazie al sostegno della nostra Fondazione, i ricercatori del Monzino possono continuare a sviluppare progetti innovativi per comprendere meglio le malattie cardiovascolari e migliorare la salute del cuore di sempre più persone.

La Ricerca ha bisogno del contributo di ciascuno di noi. 

Sostenere la Fondazione IEO-MONZINO ETS significa aiutare medici e ricercatori a sviluppare nuove cure e nuovi strumenti per proteggere la salute del cuore.

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