Aereo e cardiomiopatia dilatativa: ci sono rischi? 

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La domanda “La cardiomiopatia dilatativa comporta dei rischi in aereo?” è molto comune tra le persone che convivono con questa malattia del cuore e che devono affrontare un viaggio. A chiarire il tema è il Professor Piergiuseppe Agostoni, responsabile dell’Unità Operativa Scompenso e Cardiologia Clinica e Riabilitativa del Monzino, che aiuta a interpretare i rischi reali legati al volo in base alle diverse condizioni cliniche. 

La cardiomiopatia dilatativa è una patologia del muscolo cardiaco che riduce la capacità del cuore di pompare il sangue in modo efficace verso il resto del corpo. Questo può comportare una minore ossigenazione dei tessuti e un aumento della sensazione di affaticamento, con sintomi come fiato corto e debolezza. In alcuni casi i disturbi sono lievi o assenti, in altri possono essere presenti anche a riposo. 

Proprio per questa variabilità, la risposta alla domanda “La cardiomiopatia dilatativa comporta dei rischi in aereo?” dipende sempre dalle condizioni cliniche della singola persona. 

Cosa succede durante un volo 

Quando ci si pone questa domanda è utile sapere che gli aerei di linea sono pressurizzati. Questo significa che la pressione in cabina è simile a quella che si trova in montagna, tra i 1600 e i 2200 metri di quota. 

In queste condizioni alcune persone con scompenso cardiaco più importante possono avere difficoltà, soprattutto se è presente anche un problema polmonare o una ridotta ossigenazione del sangue. Per questo motivo è necessario conoscere la saturazione di ossigeno a riposo, che normalmente dovrebbe essere superiore al 95 per cento. 

Viaggi lunghi e circolazione 

Un altro aspetto da considerare quando bisogna valutare se la cardiomiopatia dilatativa comporta dei rischi in aereo riguarda i voli lunghi. Restare seduti per molte ore può rallentare la circolazione del sangue nelle gambe e aumentare il rischio di trombosi venosa

Questo rischio può essere maggiore nelle persone con scompenso cardiaco e con gambe gonfie. In alcuni casi il medico può valutare la necessità di terapie preventive, ma la decisione deve sempre essere personalizzata. 

Il ruolo della valutazione cardiologica prima del volo 

Se si soffre di cardiomiopatia dilatativa, prima di partire è sempre consigliata una visita cardiologica accurata. Il medico deve valutare la situazione clinica complessiva, la stabilità della malattia e la presenza di altri fattori di rischio. 

Nella maggior parte dei casi, una persona con cardiomiopatia dilatativa stabile può affrontare un volo di linea senza particolari problemi, purché seguita e valutata correttamente. 

Il legame con la Ricerca 

La comprensione di condizioni come la cardiomiopatia dilatativa e la gestione dei rischi legati ai viaggi in aereo è possibile anche grazie al lavoro di medici, ricercatori e ricercatrici che studiano queste patologie e le loro diverse manifestazioni cliniche.  

La Fondazione IEO-MONZINO ETS sostiene la Ricerca del Centro Cardiologico Monzino supportando lo sviluppo di percorsi di cura personalizzati per rispondere alle esigenze di ogni paziente. 

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