Quando si parla di prevenzione, l’esercizio fisico è tra i primi consigli per la salute. Ma il rapporto tra tumori della pelle e attività motoria riguarda anche chi ha già ricevuto una diagnosi.
Una metanalisi pubblicata sul Journal of the European Academy of Dermatology & Venereology, a cui ha partecipato anche Aurora Gaeta, Biostatista presso l’Unità di Epidemiologia Molecolare e Farmaco-epidemiologia dell’Istituto Europeo di Oncologia, evidenzia come mantenere uno stile di vita attivo può contribuire ad aumentare la sopravvivenza.
Cosa emerge dallo studio
Per comprendere il legame tra tumori cutanei e attività fisica, lo studio ha analizzato sette Ricerche internazionali pubblicate tra il 2017 e il 2025.
I dati riguardano pazienti con diverse forme di tumore della pelle, tra cui melanoma e tumori “non melanoma”, seguiti anche per periodi prolungati nel tempo.
Il risultato principale è chiaro: nei pazienti con tumore della pelle, le persone più attive mostrano una riduzione del rischio di morte del 31% rispetto a chi conduce uno stile di vita sedentario. È stata osservata anche una riduzione della mortalità complessiva, inclusa quella dovuta a cause non direttamente legate alla malattia.
Quando iniziare a muoversi fa la differenza
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il momento in cui si introduce l’attività fisica.
I dati suggeriscono che mantenere o aumentare l’attività fisica dopo la diagnosi di tumore della pelle è associato a un beneficio più marcato rispetto all’attività svolta prima della diagnosi. Tuttavia, trattandosi di studi osservazionali, non è possibile stabilire un rapporto causale.
Perché attività fisica e tumori della pelle sono collegati
La correlazione tra tumori della pelle e attività fisica è oggetto di studio e non esiste ancora una spiegazione definitiva. Tuttavia, sono state formulate alcune ipotesi sui possibili benefici del movimento.
L’esercizio fisico può contribuire a migliorare la funzione del sistema immunitario, ridurre l’infiammazione e lo stress metabolico e favorire un migliore controllo di parametri come peso, pressione arteriosa e glicemia.
Inoltre, può aiutare a tollerare meglio le terapie oncologiche e sostenere l’organismo durante il percorso di cura.
I limiti dello studio
È importante considerare che si tratta di una metanalisi basata su studi osservazionali. In molti casi, il livello di attività fisica è stato riportato direttamente dai pazienti e non misurato con strumenti oggettivi.
Al momento non sono disponibili studi clinici randomizzati in grado di dimostrare un rapporto diretto di causa ed effetto. Nonostante questo, i risultati rappresentano un’indicazione utile e incoraggiante.
Tumori della pelle e attività fisica: un supporto concreto alla cura
Alla luce di questi dati, l’attività fisica può essere considerata un supporto concreto da integrare nei percorsi di cura e follow-up.
Non sono necessari sforzi intensi: camminare con regolarità, andare in bicicletta, nuotare o fare ginnastica dolce possono già contribuire al benessere generale.
Il valore della Ricerca
Il rapporto tra attività fisica e neoplasie della pelle si inserisce in un ambito in continua evoluzione, in cui la Ricerca gioca un ruolo fondamentale. Approfondire le conoscenze sugli stili di vita e sul loro impatto sulla malattia consente di offrire percorsi di cura mirati e personalizzati.
La Fondazione IEO-MONZINO ETS sostiene la Ricerca medico-scientifica dell’Istituto Europeo di Oncologia e del Centro Cardiologico Monzino, contribuendo allo sviluppo di nuove conoscenze e soluzioni terapeutiche.

