Battito cardiaco alto: quando è davvero necessario intervenire?

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Un battito cardiaco superiore a 80-85 pulsazioni al minuto può talvolta generare dubbi o preoccupazioni, soprattutto se misurato a riposo. Ma avere una frequenza cardiaca superiore a tale soglia significa che è necessario prendere un farmaco?

Il Dottor Fabrizio Tundo, medico assistente in Aritmologia presso il Centro Cardiologico Monzino, in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera spiega che nella maggior parte dei casi questi valori rientrano nella normalità. La frequenza cardiaca a riposo è infatti generalmente compresa tra 60 e 100 battiti al minuto, anche se ogni persona presenta caratteristiche diverse che devono essere valutate nel loro insieme.

Da cosa dipende la frequenza cardiaca?

La frequenza cardiaca non è un valore fisso. Durante la giornata può variare in risposta a numerosi fattori, come attività fisica, stress, orario e alimentazione.

Anche abitudini come il fumo, la sedentarietà, un allenamento fisico insufficiente oppure l’assunzione eccessiva di caffè, o bevande contenenti caffeina possono contribuire ad aumentare il numero dei battiti.

Per questo motivo, quando si valuta la frequenza cardiaca, è importante considerare il contesto in cui viene misurata e non limitarsi al numero indicato dal dispositivo.

Quando serve un farmaco per abbassare il battito cardiaco?

In assenza di sintomi particolari, un battito cardiaco superiore alle 80-85 pulsazioni al minuto non rappresenta generalmente un motivo per assumere farmaci.

La presenza di sintomi come palpitazioni o una marcata percezione del battito può rendere invece opportuno un approfondimento medico. In questi casi è comunque importante individuare le cause dell’aumento della frequenza prima di valutare l’eventuale necessità di una terapia.

Quando è opportuno fare ulteriori controlli?

Un aumento della frequenza cardiaca può talvolta essere la conseguenza di altre condizioni, come problemi alla tiroide, anemia o alcune patologie respiratorie. Per questo motivo, se il battito risulta insolitamente più elevato rispetto al passato o provoca sintomi persistenti, è importante parlarne con il proprio medico.

In generale, molte delle aritmie che richiedono un trattamento si associano a frequenze cardiache molto più elevate, spesso superiori a 120-140 battiti al minuto a riposo. Un semplice ECG può comunque escludere rapidamente una aritmia in corso.

Lo stile di vita può fare la differenza

Per mantenere una frequenza cardiaca equilibrata, le principali raccomandazioni includono alcune semplici abitudini:

  • dormire un numero adeguato di ore per notte;
  • seguire un’alimentazione equilibrata e pasti non eccessivamente abbondanti;
  • praticare regolarmente attività fisica aerobica;
  • evitare il fumo;
  • limitare il consumo di bevande eccitanti.

Piccoli gesti quotidiani possono contribuire in modo significativo al benessere del cuore e dell’intero organismo.

Il valore della Ricerca

Comprendere sempre meglio il funzionamento del cuore e sviluppare strategie efficaci per la prevenzione e la cura delle malattie cardiovascolari è possibile grazie alla Ricerca medico-scientifica. Per questo la Fondazione IEO-MONZINO ETS sostiene la Ricerca del Centro Cardiologico Monzino, supportando lo sviluppo di nuove conoscenze e di percorsi di cura personalizzati per i pazienti.

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