Tumore al seno: prevenzione e nuove terapie

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Il carcinoma della mammella, o tumore al seno, è il tumore più frequentemente diagnosticato nelle donne in Italia, con circa 53.000 nuove diagnosi stimate nel 2024 (fonte: “I numeri del cancro in Italia 2024”) Grazie ai progressi della medicina, i tassi di sopravvivenza sono elevati: l’88% a un anno dalla diagnosi e il 91% a quattro anni. In totale, quasi un milione di donne in Italia vive oggi dopo aver ricevuto una diagnosi di carcinoma mammario.

I principali fattori di rischio includono età, fattori riproduttivi e ormonali, stile di vita, dieta, pregressa radioterapia toracica, precedenti displasie o neoplasie mammarie, familiarità ed ereditarietà. Una componente genetica significativa riguarda mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2, che aumentano il rischio di sviluppare la malattia. I sintomi possono comprendere la comparsa di un nodulo, cambiamenti nella forma o nell’aspetto del seno, irritazioni cutanee, secrezioni anomale o retrazioni del capezzolo.

La prevenzione rimane lo strumento principale per diagnosticare il tumore in fase iniziale e migliorare i risultati dei trattamenti. La mammografia è raccomandata anche in assenza di sintomi, poiché consente di individuare lesioni precoci che possono essere curate con interventi chirurgici conservativi e terapie efficaci. Grazie ai programmi di screening del servizio sanitario e alla crescente consapevolezza nella popolazione femminile, la maggior parte dei tumori viene oggi rilevata quando le possibilità di guarigione sono elevate e la qualità della vita dopo l’intervento è preservata.

Perché le diagnosi sono in aumento?

L’aumento delle diagnosi di tumore non significa necessariamente un peggioramento della salute pubblica. Questo fenomeno è legato a diversi fattori. L’invecchiamento della popolazione aumenta naturalmente il numero di casi, dal momento che i tumori sono più frequenti in età avanzata.

Cambiamenti nello stile di vita, come obesità, sedentarietà, consumo di alcol e fumo, insieme a diete poco equilibrate, contribuiscono all’incremento delle diagnosi. Anche i progressi diagnostici permettono di identificare tumori che in passato sarebbero rimasti invisibili, mentre fattori ambientali come l’inquinamento e l’esposizione a virus specifici possono incidere sul rischio complessivo. Infine, le disuguaglianze socioeconomiche e la cosiddetta sovradiagnosi in alcuni tumori spiegano parte dell’aumento, soprattutto nei Paesi meno sviluppati.

Trattamenti standard e terapie innovative

Nei tumori iniziali, il trattamento standard prevede la chirurgia conservativa associata a radioterapia o, quando necessario, la mastectomia. Dopo l’intervento, si propone generalmente un trattamento sistemico adiuvante, che può includere ormonoterapia, chemioterapia polivalente o terapie a bersaglio molecolare, con l’obiettivo di ridurre il rischio di recidiva e di morte. Nei tumori metastatici triplo-negativi o nelle forme ormonosensibili che non rispondono più alla terapia, la chemioterapia rimane la strategia principale.

La tecnologia ha introdotto interventi precisi e meno invasivi. La chirurgia robotica alla mammella consente di operare con incisioni molto piccole, riducendo dolore post-operatorio e cicatrici, migliorando il risultato estetico e accelerando il recupero. Nonostante l’uso del robot, è sempre il chirurgo a guidare i movimenti con estrema precisione.

La microchirurgia, invece, permette di utilizzare il grasso della paziente per ricostruire il seno dopo l’intervento oncologico, talvolta ripristinando anche le terminazioni nervose. Questo approccio offre un risultato naturale, definitivo e meglio tollerato, contribuendo al recupero estetico e funzionale della mammella.

Per tumori molto piccoli, soprattutto in donne in post-menopausa, è possibile ricorrere alla crioablazione. Questa tecnica distrugge il tumore tramite il freddo, attraverso un piccolo ago guidato dall’ecografia, senza la necessità di incisioni. La crioablazione rappresenta un’opzione mini-invasiva e conservativa, con tempi di recupero ridotti.

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La diagnosi precoce del tumore al seno, attraverso screening e mammografie, e l’accesso a terapie innovative hanno migliorato sensibilmente la sopravvivenza e la qualità della vita delle pazienti.

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