CARDIO-GPS: cardioprotezione nei pazienti diabetici

Terapie antidiabetiche: un possibile effetto protettivo sul cuore, per strategie di cura sempre più personalizzate
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Sostenuto dal bando Progetti di Ricerca della Fondazione IEO-MONZINO, il progetto Cardio-GPS è guidato dal Dott. Stefano Genovese, Direttore dell’Unità di Diabetologia e Malattie Metaboliche, e dal Dott. Nuno Guimaraes Camboa, Responsabile dell’Unità di Meccanismi Molecolari del Rimodellamento Cardiovascolare del Centro Cardiologico Monzino.

Nasce con l’obiettivo di comprendere in profondità come alcune terapie antidiabetiche possano esercitare un effetto protettivo sul cuore, aprendo la strada a strategie di cura sempre più personalizzate.

Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la principale causa di mortalità nel mondo, e il loro impatto è particolarmente grave tra le persone con diabete di tipo 2: il rischio cardiovascolare è fino a quattro volte superiore rispetto alla popolazione generale. Negli ultimi anni, tuttavia, la ricerca ha evidenziato un dato sorprendente: alcune terapie sviluppate per il controllo della glicemia, come i GLP-1 receptor agonists (GLP-1 RA) e gli SGLT2-inibitori (SGLT2-i), sembrano avere benefici diretti sul cuore e sui vasi sanguigni.

Questi farmaci hanno dimostrato di ridurre gli eventi cardiovascolari maggiori — come infarto e insufficienza cardiaca — anche in pazienti non diabetici. Tuttavia, i meccanismi biologici alla base di questi effetti non sono ancora pienamente compresi.
È proprio da questa domanda che nasce Cardio-GPS: un progetto che unisce competenze cliniche e di ricerca traslazionale per decifrare le vie molecolari che collegano metabolismo, infiammazione e funzione cardiaca.

L’obiettivo finale è quello di mappare i percorsi della cardioprotezione, identificando i segnali cellulari e le interazioni molecolari che spiegano la risposta individuale alle terapie combinate GLP-1 RA e SGLT2-i. Questa conoscenza permetterà di sviluppare nuovi approcci terapeutici mirati, capaci di prevenire le complicanze cardiovascolari e di adattare le cure alle caratteristiche di ogni paziente

l progetto Cardio-GPS integra Ricerca di base e quella clinica in un percorso unico. Nei laboratori del Monzino, il gruppo del Dott. Guimaraes Camboa utilizza modelli preclinici di infarto e obesità per studiare in che modo la terapia combinata influisca sul metabolismo cardiaco, sul rimodellamento del tessuto e sulla capacità del cuore di rigenerarsi dopo un danno.
Attraverso tecniche di sequenziamento dell’RNA a singola cellula, i ricercatori osservano come i diversi tipi cellulari — cardiomiociti, fibroblasti, cellule immunitarie — reagiscano ai trattamenti, individuando le vie molecolari che favoriscono la riparazione e contrastano la fibrosi.

Parallelamente, la parte clinica coordinata dal Dott. Genovese coinvolge pazienti in trattamento con GLP-1 RA e SGLT2-i. Dai campioni biologici e dai dati clinici vengono estratte informazioni analizzate mediante tecniche avanzate di proteomica, che consentono di misurare migliaia di proteine e peptidi associati alla salute cardiometabolica.
L’integrazione di questi dati — clinici, molecolari e metabolici — permette di costruire una “mappa della cardioprotezione”, una sorta di GPS biologico che aiuta a comprendere come il cuore reagisce ai farmaci e perché alcuni pazienti ne traggono maggiore beneficio rispetto ad altri.

Grazie al sostegno della Fondazione IEO-MONZINO, Cardio-GPS rappresenta un passo decisivo verso una nuova frontiera della cardiologia di precisione, dove la prevenzione e la cura non seguono più protocolli standardizzati, ma si adattano alle caratteristiche uniche di ciascun individuo.

Al fine di sostenere l'eccellenza scientifica, dal 2024 offriamo un Bando Progetti di Ricerca finalizzato al finanziamento di ricerche biennali in oncologia e cardiologia, rivolto a medici e ricercatori dei due Istituti. Questo progetto è stato finanziato con il suddetto bando.
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Proteggere il cuore significa guardare oltre la malattia e investire nel futuro. Con Cardio-GPS vogliamo capire come terapie nate per il diabete possano diventare un’arma in più contro le complicanze cardiovascolari. La Ricerca è fatta di costanza, coraggio e collaborazione: senza il sostegno della Fondazione IEO-MONZINO e di chi crede nella scienza, tutto questo non sarebbe possibile.
Dott. Stefano Genovese
Responsabile Unità di Diabetologia, Endocrinologia e Malattie Metaboliche Monzino
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