All’Istituto Europeo di Oncologia è in corso il progetto DEMETER, guidato dalla Prof.ssa Nicoletta Colombo, Direttrice Programma di Ginecologia IEO e Direttrice Divisione Ginecologia Oncologica Medica IEO, e dal Dott. Martin Hartmann Schaefer, group leader Computational Cancer Biology IEO. Lo studio, sostenuto dal bando Follow the Pink della Fondazione IEO-MONZINO, ha l’obiettivo di comprendere meglio l’efficacia dell’immunoterapia nel trattamento del tumore dell’endometrio e di individuare strategie terapeutiche sempre più personalizzate.
Un tumore frequente nelle donne
Il tumore dell’endometrio origina dalla mucosa interna dell’utero ed è il tumore ginecologico più diffuso nei Paesi occidentali. In Italia, nel 2024, si stimano circa 8.650 nuovi casi: rappresenta il 5,5% di tutte le neoplasie femminili ed è il quarto tumore più frequente nelle donne, dopo mammella, colon-retto e polmone. La malattia compare soprattutto dopo la menopausa, favorita da fattori di rischio come obesità, diabete e squilibri ormonali.
Non esiste un solo tumore dell’endometrio, ma diverse forme che si distinguono per caratteristiche biologiche e cliniche. Il carcinoma endometrioide è il più comune, mentre varianti come carcinoma sieroso, a cellule chiare e carcinosarcoma sono più rare ma anche più aggressive. Grazie alla valutazione molecolare (mutazioni di POLE, alterazioni delle proteine di mismatch repair, espressione di p53 e dei recettori ormonali), oggi è possibile classificare meglio la malattia e orientare le scelte terapeutiche.
Un aspetto peculiare del tumore dell’endometrio è che spesso si manifesta in fase precoce con sintomi evidenti, come sanguinamenti anomali dopo la menopausa o alterazioni del ciclo mestruale. Questo favorisce diagnosi tempestive e possibilità di cura elevate: nei casi iniziali, il tasso di guarigione può raggiungere l’85-90%.
Negli ultimi anni l’immunoterapia ha aperto nuove prospettive di cura per le pazienti con tumore dell’endometrio avanzato o recidivo. Questi farmaci, che agiscono potenziando la risposta del sistema immunitario, hanno migliorato la sopravvivenza, anche se il loro impiego può comportare effetti collaterali significativi.
Tuttavia, non tutti i tumori rispondono allo stesso modo. Alcuni carcinomi con deficit delle proteine di mismatch repair (MMR-d) risultano sensibili, mentre altri sviluppano resistenze. Al contrario, esistono tumori non-MMR-d che beneficiano dell’immunoterapia. Ad oggi mancano biomarcatori predittivi affidabili, e questo limita la possibilità di scegliere i pazienti che potrebbero trarne maggior vantaggio.

Il progetto DEMETER
Per rispondere a queste sfide, il progetto DEMETER analizza in profondità il tumore e il suo microambiente, integrando dati genetici, epigenetici, trascrittomici e metabolici. In particolare, i ricercatori studiano come la composizione lipidica del microambiente tumorale possa influenzare la funzione delle cellule immunitarie, contribuendo alla resistenza o alla sensibilità ai trattamenti.
Lo studio si avvale di tecnologie di ultima generazione:
- sequenziamento del DNA e dell’RNA ad alta risoluzione,
- spettrometria di massa per l’analisi spaziale dei lipidi,
- modelli tridimensionali “on-chip” derivati dai tumori delle pazienti.
Questi modelli permettono di testare in laboratorio l’efficacia delle terapie in modo personalizzato, replicando fedelmente l’interazione tra cellule tumorali e sistema immunitario.
Il progetto DEMETER mira a identificare biomarcatori predittivi di risposta all’immunoterapia e a sviluppare approcci combinati con altri farmaci, così da aumentare l’efficacia dei trattamenti e ridurre gli effetti collaterali. Si tratta di una Ricerca fondamentale per offrire nuove prospettive alle pazienti con tumore dell’endometrio avanzato o recidivante, migliorando sia la sopravvivenza sia la qualità di vita.