Chi sei e cosa ti appassiona del tuo lavoro?
Sono una giovane dottoranda, appena all’inizio del mio percorso, che ho scelto di intraprendere perché mi sembra il lavoro più adatto a me. Mi appassiona la costante sfida che ogni giorno mi pone questo lavoro, e la possibilità di essere parte di questo mondo, e chissà magari parte di una piccola scoperta.
Di cosa ti occupi?
Mi occupo in particolare di epigenetica, nel contesto tumorale, che in parole semplici agisce sul DNA senza apportare reali modifiche alla sequenza, e che ha un ruolo attivo nella regolazione genica.
Puoi raccontarci, in parole semplici, il tuo progetto di Ricerca?
Il mio progetto di Ricerca consiste nello studio delle mutazioni di un gene molto mutato in varie tipologie di tumori, per l’appunto un fattore epigenetico, e di come influenzano lo sviluppo tumorale.
Quali sono gli obiettivi della tua Ricerca e che risultati hai raggiunto o vorresti raggiungere?
L’obiettivo della mia Ricerca è cercare di capire il ruolo di questo fattore epigenetico nel contesto tumorale e il meccanismo grazie al quale riesce a promuovere la progressione delle neoplasie, per poi sfruttare queste conoscenze per applicazioni terapeutiche.
Come hai iniziato a fare Ricerca? Cosa ti ha portato fin qui?
Ho scelto di fare Ricerca quando ho iniziato i miei studi, perché è stato proprio il desiderio di fare Ricerca a guidarmi nella scelta dell’università. Fin dal primo momento in laboratorio ho capito che era la mia strada. Ho continuato nel mio percorso e, oggi, eccomi qui.
Qual è stata finora la sfida più grande nel tuo percorso?
La sfida più grande di questo percorso è il non farsi sopraffare dallo sconforto quando gli esperimenti non vanno come speriamo o ci sono degli imprevisti. Tutto ciò, infatti, è all’ordine del giorno.
Come si svolge una tua giornata tipo in laboratorio?
Solitamente arrivo in laboratorio e metto in ordine i pensieri, facendomi il piano della giornata e dei giorni successivi. Successivamente inizio le mie attività, che si dividono tra culture cellulari, biologia molecolare e una parte al computer per quanto riguarda l’analisi dati e lettura di articoli. Ogni giorno di per sé è diverso, cosa che apprezzo molto.
C’è stato un momento in cui hai sentito di aver scoperto qualcosa di importante?
C’è stato un momento proprio all’inizio del mio percorso all’Istituto Europeo di Oncologia in cui ho trovato un’interessante correlazione che non mi aspettavo! È stato emozionante inizialmente, ma poi ho fatto una seconda scoperta: la cosa era già nota in letteratura.
Quanto è importante per te lavorare in squadra e condividere i risultati?
Recentemente ho scoperto l’importanza di lavorare in squadra con i miei compagni di laboratorio, con cui ho stretto un bel rapporto. Ogni buon risultato è festeggiato da tutti, così come le brutte giornate sono meno brutte condividendone il peso.
In che modo il sostegno della Fondazione IEO-MONZINO ETS e dei suoi donatori fa la differenza nella Ricerca?
Il sostegno della Fondazione IEO-MONZINO è fondamentale per la Ricerca. Purtroppo in Italia i fondi alla Ricerca non sono molti o sufficienti. Senza i donatori non si avrebbero le risorse per condurre una Ricerca che sia valida.
Cosa diresti a chi oggi sceglie di sostenere la Ricerca?
Direi solamente grazie, è grazie a loro che oggi tanti giovani come me possono svolgere questo lavoro.
Perché, secondo te, è importante continuare a credere nella Ricerca medico-scientifica?
Credere nella Ricerca medico-scientifica è fondamentale perché è solo grazie a questa se abbiamo sempre più conoscenza rispetto al passato, che porta all’innovazione in ambito medico.