I tumori della pelle sono in aumento. Seppur il sole rappresenti un alleato prezioso per la salute delle persone, l’esposizione eccessiva si trasforma in un potenziale nemico.
È quindi fondamentale conoscere la differenza tra un’esposizione benefica e una rischiosa.
Per cui comprendiamo insieme quello che riguarda i tumori della pelle e la loro prevenzione per proteggerci senza rinunciare ai benefici della luce solare. Scopri:
- i meccanismi d’azione del sole e come agisce sulla pelle
- i principali tumori della pelle
- i fattori di rischio
- la prevenzione efficace dei tumori sulla pelle
- le ultime novità della Ricerca nel campo dei tumori della pelle
Quali sono i meccanismi d’azione del sole e come agisce sulla nostra pelle
L’esposizione al sole, per avere un effetto benefico per la nostra salute deve avvenire entro una certa soglia: è infatti la dose complessiva di radiazioni UV assorbita dalla pelle nel tempo a determinare i suoi effetti.
Con un’esposizione moderata e corretta, i raggi solari diventano una fonte di energia essenziale che genera calore e benessere e stimola la produzione di vitamina D, cruciale per l’assorbimento del calcio e il buon funzionamento del sistema immunitario.
Inoltre, regolano il ritmo circadiano, andando a sincronizzare meglio l’orologio biologico interno: un processo che non solo favorisce un buon ritmo sonno-veglia, ma potenzia anche le capacità cognitive.
In più, esporsi al sole in maniera controllata consente anche di favorire la produzione di serotonina (ormone della “felicità”), con il risultato di migliorare l’umore, ridurre gli stati depressivi, eliminare la stanchezza cronica e ridurre i disturbi affettivi stagionali.
Quando invece l’esposizione diventa eccessiva, il sole diventa un potenziale nemico della salute. Questo avviene perché il sistema di riparazione del DNA può saturarsi o commette errori, con alcune cellule che mutano e sfuggono ai controlli di proliferazione.
Le conseguenze più comuni sono scottature (eritemi solari), ovvero piccoli e medi danni acuti alla pelle, e fotoinvecchiamento, ossia una più rapida comparsa di rughe, macchie e perdita di elasticità del derma.
Quando la quantità di radiazioni ultraviolette supera la soglia di sicurezza, si può andare invece incontro a rischi più gravi, come una maggiore probabilità di sviluppare tumori cutanei.
Aiutaci a proteggere la salute di tutti: sostieni la Ricerca con una donazione alla Fondazione IEO-MONZINO ETS
I principali tumori della pelle
I tumori della pelle sono principalmente di 2 tipologie:
- melanomi
- epiteliomi
Il melanoma
Il melanoma è un tumore della pelle che si sviluppa dai melanociti, le cellule responsabili della produzione di melanina. è una neoplasia relativamente poco frequente, ma rappresenta la forma più aggressiva: ha infatti una maggiore tendenza a diffondersi ad altri organi (metastatizzare) rispetto agli epiteliomi.
Nel 2023, in Italia, il melanoma ha colpito 12.700 persone, diventando il terzo più comune nei giovani under 50 ed è in rapida crescita, sebbene la sopravvivenza a 5 anni si attesti intorno all’88‑91 % grazie a diagnosi tempestive e cure innovative.
L’epitelioma
Se, invece, i tumori si sviluppano a partire dalle cellule di rivestimento cutaneo, danno origine ai cosiddetti epiteliomi (neoplasie cutanee di origine epiteliale).
Più diffusi (soprattutto in età adulta e avanzata) e meno metastatici, sono in genere molto debilitanti per la pelle esposta, soprattutto su viso, collo e dorso delle mani. Colpiscono prevalentemente soggetti con carnagione chiara e capelli chiari, con una lunga storia di fotoesposizione e ustioni solari.
Gli epiteliomi possono essere principalmente:
- Carcinoma squamocellulare (o spinocellulare), che origina dai cheratinociti e rappresenta circa il 20% di questi tumori. Può mostrare un comportamento aggressivo, rendendo fondamentale la diagnosi precoce.
- Carcinoma basocellulare (o basalioma), il più comune, spesso localmente invasivo ma raramente metastatico. Anche in questo caso la diagnosi precoce è importante.
Anche l’incidenza dei carcinomi cutanei è in aumento, complici l’invecchiamento della popolazione e l’esposizione solare non corretta sempre più diffusa.
Aiuta la Ricerca a fare ancora di più la differenza nella diagnosi precoce e nella cura dei tumori della pelle
I fattori di rischio dei tumori della pelle
Tra i principali fattori di rischio ambientali legati alla comparsa di tumori della pelle, al primo posto ci sono sicuramente le radiazioni ultraviolette (UVA, UVB), causate in gran parte da un’esposizione eccessiva ed errata ai raggi del sole che, alla lunga, provoca un danno al DNA delle cellule cutanee.
Questa pratica è resa ancora più pericolosa dalle scottature solari, soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza: queste risultano infatti particolarmente pericolose, poiché il danno accumulato in giovane età si ripercuote sul rischio di sviluppare un melanoma o altri tumori cutanei in età adulta.
Sole, ma non solo: anche le lampade abbronzanti e altre fonti di radiazioni artificiali possono causare un incremento dell’incidenza dei tumori cutanei, in particolare se l’esposizione avviene in giovane età.
Oltre all’esposizione alle radiazioni ultraviolette, gioca un ruolo importante anche la predisposizione individuale, legata al cosiddetto fototipo cutaneo. Alcune caratteristiche fisiche (pelle molto chiara, capelli biondi o rossi, occhi azzurri o verdi, nei, ecc.) sono infatti maggiormente predisposte rispetto ad altre.
Infine, i tumori della pelle possono avere anche una componente familiare o ereditaria. Questo significa che avere parenti di primo grado che hanno avuto un melanoma, aumenta il rischio personale di sviluppare lo stesso tipo di tumore.
Ogni contributo è prezioso per continuare a sviluppare terapie che possono salvare vite
La prevenzione efficace per i tumori della pelle
Il percorso verso la cura dei tumori della pelle si fonda su 2 pilastri:
- la prevenzione primaria (evitare il danno)
- la prevenzione secondaria (diagnosi precoce)
La prevenzione primaria del tumore cutaneo
La prevenzione primaria prevede alcune regole da dover rigorosamente seguire, come:
- esporsi ai raggi solari solo in orari sicuri, evitando il sole diretto nelle ore più critiche (11-15) dove si registra il picco di massima intensità UV
- usare sempre creme solari con SPF 30‑50+, da mettere 30 minuti prima dell’esposizione in quantità adeguata e da applicare ogni 2 ore e dopo bagno o grande sudorazione
- utilizzare un abbigliamento protettivo quando si cammina sotto il sole, come cappello, occhiali da sole, ecc.
- evitare lampade e lettini solari e ogni altra forma di radiazione artificiale
- abbronzarsi gradualmente per permettere alla pelle di adattarsi ed evitare infiammazione delle cellule cutanee.
La prevenzione cutanea del tumore della pelle
La prevenzione secondaria consiste invece in un autoesame periodico della cute e una visita dermatologica regolare.
Nel primo caso, è importante tenere sotto controllo soprattutto i nei, con la regola ABCDE (Asimmetria, Bordi irregolari, Colore variegato, Diametro > 6mm, Evoluzione nel tempo).
Nel secondo, è consigliato effettuare una visita approfondita di mappatura dei nei almeno una volta all’anno, alzando la frequenza in caso di punti sospetti.
La prevenzione primaria, unita a quella secondaria, sono fondamentali: se riconosciuto in fase iniziale, il tumore della pelle può infatti essere trattato con altissime probabilità di guarigione, mentre la diagnosi tardiva può essere molto pericolosa.
Sostieni la prevenzione, sostieni la Ricerca. Dona per promuovere l’educazione alla salute e la diagnosi precoce.
La Ricerca è il terzo pilastro della prevenzione del tumore della pelle: ecco le ultime novità
C’è poi un terzo pilastro, altrettanto cruciale: la Ricerca.
Negli ultimi anni, la Ricerca medico-scientifica ha compiuto passi da gigante nel campo dell’oncologia. Anche per i tumori della pelle, in particolare il melanoma, sono state messe a punto strategie terapeutiche sempre più mirate e avanzate, che hanno migliorato in modo significativo la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti.
L’immunoterapia per contrastare la formazione del tumore della pelle
Tra i risultati più significativi c’è lo sviluppo dell’immunoterapia, una classe di farmaci che agiscono stimolando il sistema immunitario a riconoscere e combattere le cellule tumorali, aiutando i linfociti a identificare e distruggere le cellule malate.
In particolare, i cosiddetti inibitori dei checkpoint immunitari (come gli anticorpi anti-PD-1 o anti-CTLA-4) hanno rivoluzionato il trattamento del melanoma metastatico e avanzato, offrendo nuove speranze anche a pazienti che, fino a pochi anni fa, avevano opzioni molto limitate.
La scoperta delle alterazioni genetiche: la mutazione del gene BRAF
Parallelamente, la Ricerca ha portato alla scoperta di alterazioni genetiche specifiche che guidano la crescita del melanoma. Una delle più note è la mutazione del gene BRAF, presente in circa il 50% dei melanomi.
Questo risultato ha permesso di sviluppare farmaci targeted (terapie “a bersaglio molecolare”), che bloccano selettivamente le anomalie e arrestano la crescita del tumore. Gli inibitori di BRAF (spesso combinati con inibitori di MEK) hanno permesso di ottenere regressioni significative anche in malattia avanzata.
Si tratta di risultati estremamente importanti che hanno reso un melanoma metastatico, un tempo considerato quasi sempre fatale, una malattia cronicizzabile e, in molti casi, con risposte durature.
La Ricerca sui tumori della pelle non si ferma
Tuttavia, la Ricerca non si ferma, perché non tutti i pazienti rispondono a queste terapie o mantengono la risposta nel tempo. Per questo sono in corso numerosi studi clinici per:
- combinare diverse strategie
- trovare nuovi bersagli molecolari
- sviluppare vaccini terapeutici personalizzati
- comprendere meglio i meccanismi di resistenza del tumore.
La strada è ancora lunga, ma il futuro è carico di prospettive.
Per questo motivo la Fondazione IEO-MONZINO ETS continua a sostenere in modo diretto la Ricerca dell’Istituto Europeo di Oncologia al fine di ottenere risultati sempre più grandi e poter offrire speranza e possibilità concrete di guarigione a un numero sempre maggiore di persone.

