Pressione alta e sonno: un legame di cui parlare durante la Giornata Mondiale del Sonno (13 marzo)

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Il 13 marzo si celebra la Giornata Mondiale del Sonno

Il sonno rappresenta un vero e proprio processo biologico fondamentale per il benessere cardiovascolare, che consente all’organismo di attivare precisi meccanismi di recupero che coinvolgono cuore, vasi sanguigni, sistema nervoso e ormoni. 

Se il sonno è corretto, questi sistemi entrano in una fase di riequilibrio e riparazione che mantiene in buono stato la salute cardiovascolare.

Quando invece il riposo è insufficiente o di scarsa qualità, i meccanismi protettivi vengono meno, aumentando il rischio di ipertensione arteriosa e di eventi cardiovascolari.

Nella Giornata Mondiale del Sonno è quindi fondamentale comprendere il legame che esiste tra pressione alta e sonno e che dormire bene non è un’opzione di poco conto. 

Giornata Mondiale del Sonno: perché riguarda anche la salute del cuore

Nata nel 2008 per volontà della World Sleep Society, la Giornata Mondiale del Sonno ha lo scopo di sensibilizzare sull’importanza di un riposo adeguato e sui disturbi del sonno

Il sonno è infatti strettamente legato alla regolazione di: 

  • pressione arteriosa
  • metabolismo
  • infiammazione sistemica.

Il “dipping notturno” incide sulla salute del cuore

Il meccanismo che avviene mentre si dorme, in particolare nella fase NREM (sonno profondo) è molto preciso: pressione arteriosa e frequenza cardiaca diminuiscono (“dipping notturno”), garantendo al sistema cardiovascolare il corretto riposo. Se il dipping notturno è assente o ridotto (“non-dipper”), il rischio di danni a cuore, reni e cervello aumenta significativamente.

Il sonno influenza il sistema nervoso simpatico e parasimpatico

Inoltre, il sonno influenza anche l’equilibrio tra sistema nervoso simpatico e parasimpatico. Un riposo adeguato favorisce la prevalenza del parasimpatico, con effetti benefici su pressione e frequenza cardiaca. Al contrario, dormire male va ad aumentare l’attività simpatica, mettendo il corpo in un perenne stato di allerta che alla lunga induce una maggiore infiammazione sistemica.

Il sonno incide su ormoni che possono influire sulla pressione

Infine, è importante sapere che durante il sonno vengono modulati importanti ormoni. Il cortisolo, che fisiologicamente diminuisce nelle ore notturne, può rimanere elevato in caso di riposo insufficiente o disturbato, favorendo nel tempo l’aumento della pressione arteriosa. 

La melatonina, oltre a scandire il ritmo sonno-veglia, esercita un’azione protettiva sui vasi sanguigni e un effetto antiossidante: una sua riduzione o alterazione si associa a una peggiore regolazione pressoria. 

Anche il sistema renina–angiotensina–aldosterone, centrale nel controllo della pressione arteriosa e dell’equilibrio dei liquidi, risente delle alterazioni del sonno, contribuendo a rendere più instabili e elevati i valori pressori.

Mancanza di sonno e pressione alta: cosa dice la scienza

Numerosi studi hanno dimostrato una relazione bidirezionale tra cuore e sonno. Un riposo insufficiente o di scarsa qualità non è solo una conseguenza di problemi di salute, ma può esserne anche una causa.

Dormire poco aumenta il rischio di ipertensione

La durata del sonno gioca un ruolo chiave. Dormire meno di sei ore per notte, soprattutto in modo cronico, è associato a un rischio significativamente maggiore di sviluppare ipertensione arteriosa, in particolare nei soggetti di mezza età

La carenza di sonno riduce il fisiologico calo notturno, esponendo il sistema cardiovascolare ad uno stress continuo, che nel tempo facilita l’aumento dei valori pressori.

Sonno frammentato e qualità del riposo

Non conta solo la quantità, ma anche la qualità del sonno. Le persone che si svegliano frequentemente o che riposano solo in maniera superficiale hanno maggiori probabilità di compromettere i meccanismi di recupero cardiovascolare. 

Anche in presenza di un numero adeguato di ore dormite, un sonno non ristoratore è associato a valori pressori più elevati e a un maggiore rischio di ipertensione resistente alle terapie.

Disturbi del sonno che influenzano la pressione arteriosa

Alcuni disturbi del sonno hanno un impatto documentato sull’equilibrio tra cuore, vasi sanguigni e sistemi di controllo neuro-ormonali. Tra questi:

Insonnia

L’insonnia rappresenta uno stato di iperattivazione persistente dell’organismo che provoca, in chi ne soffre, una perenne condizione di allerta che persiste anche durante la notte. 

Questo vuol dire che il sistema nervoso simpatico rimane più attivo del normale e i livelli di ormoni dello stress tendono ad essere più elevati.

Apnea ostruttiva del sonno

L’apnea ostruttiva del sonno (OSA), uno dei disturbi più fortemente associati all’ipertensione arteriosa. 

Si manifesta a causa di ostruzioni delle vie aeree che causano brevi ma frequenti interruzioni della respirazione mentre si dorme, con conseguente riduzione dell’ossigeno nel sangue (ipossia intermittente) e frequenti risvegli brevi.

Questi eventi attivano una serie di risposte fisiologiche dannose

  • aumentano l’attività del sistema nervoso simpatico
  • favoriscono l’infiammazione
  • attivano il rilascio di ormoni di stress
  • provocano danno ossidativi, con effetti negativi sull’endotelio vascolare e sui meccanismi che regolano la pressione arteriosa e la funzione cardiaca.

Se questi episodi si ripetono decine o centinaia di volte per notte, il sistema cardiovascolare viene sottoposto a uno stress continuo, causando un incremento del rischio di ipertensione, cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale, scompenso cardiaco, ictus e mortalità cardiovascolare

Ritmi sonno-veglia alternati 

E’ importante tenere sotto controllo eventuali ritmi sonno-veglia alterati, che possono falsare anche i meccanismi che regolano la pressione. 

Questa condizione, oltre ad aumentare il rischio di ipertensione, si associa più facilmente a disturbi metabolici (sovrappeso e insulino-resistenza) e a uno stato infiammatorio cronico che amplifica ulteriormente il rischio cardiovascolare complessivo.

Segnali da non sottovalutare: quando sonno e pressione diventano un problema

Esistono alcuni segnali che possono suggerire un’interazione negativa tra disturbi del sonno e pressione alta.

Uno dei campanelli d’allarme più comuni è la pressione arteriosa elevata al mattino. Questo dato indica chiaramente che il sistema cardiovascolare non ha beneficiato del fisiologico riposo notturno e, se non riportato alla normalità, può aumentare il rischio cardiovascolare.

Fondamentale anche tenere sotto controllo il livello della qualità del riposo: qualora si verificasse sonnolenza diurna persistente o difficoltà di concentrazione, significa che qualcosa durante la notte non funziona come dovrebbe.

Alcune abitudini possono rendere il sonno poco efficace, come russamento abituale, pause respiratorie notturne e risvegli frequenti accompagnati da senso di affanno, palpitazioni o agitazione.

In presenza di questi segnali, è sempre consigliabile rivolgersi al medico per una valutazione mirata. 

Gli accertamenti che possono essere utili

Gli accertamenti possono includere: 

  • monitoraggio pressorio delle 24 ore (Holter pressorio): un esame non invasivo che registra automaticamente la pressione arteriosa durante l’intera giornata e la notte.
  • studio del sonno (polisonnografia): esame di riferimento per diagnosticare i principali disturbi del sonno, tramite monitoraggio dei parametri chiave (respirazione, ossigenazione, attività cerebrale, frequenza cardiaca e movimenti corporei). 

Dormire meglio per proteggere il cuore: consigli pratici

Dormire bene è una pratica fondamentale per proteggere il cuore

È possibile attivare alcune abitudini utili a regolare il riposo e aumentarne la qualità:

  1. stabilisci orari regolari di sonno e risveglio 
  2. elimina del tutto l’uso di dispositivi elettronici prima di dormire
  3. crea un ambiente favorevole al riposo scegliendo una stanza buia, silenziosa e con temperatura adeguata (15-20 gradi è l’ideale)
  4. evita caffeina, alcol e pasti abbondanti durante la cena

Anche l’attività fisica regolare migliora sia la qualità del sonno sia il controllo pressorio.
Mentre un’alimentazione equilibrata, povera di sale e ricca di frutta, verdura e alimenti integrali contribuisce alla salute cardiovascolare.

È fondamentale poi monitorare regolarmente la pressione arteriosa e seguire le terapie prescritte dal medico, ricordando che un buon controllo della pressione può a sua volta migliorare il sonno.

Il ruolo della prevenzione e della Ricerca cardiovascolare

La prevenzione cardiovascolare passa anche dal riconoscimento dei disturbi del sonno come fattori di rischio modificabili. Sensibilizzare la popolazione durante la Giornata Mondiale del Sonno significa promuovere una visione integrata della salute, in cui cardiologia e medicina del sonno collaborano.

La Ricerca cardiovascolare continua a esplorare i meccanismi che legano sonno e ipertensione, aprendo la strada a strategie terapeutiche sempre più personalizzate.

La Fondazione IEO-MONZINO ETS è al fianco del Centro Cardiologico Monzino in questo percorso.

Negli ultimi anni il Monzino ha sviluppato attività legate ai disturbi del sonno e al loro impatto sul cuore, riconoscendo l’importanza delle apnee del sonno (OSA) come fattore di rischio cardiovascolare, soprattutto nei pazienti con ipertensione, aritmie o scompenso cardiaco.

Sono stati attivati servizi diagnostici rivolti ai pazienti cardiovascolari con sospetto di disturbi del sonno, con l’obiettivo di identificare e quantificare eventi respiratori notturni potenzialmente dannosi. È attivo un laboratorio dedicato alla polisonnografia, esame di riferimento per la diagnosi di apnee ostruttive del sonno, che valuta respirazione, ossigenazione e altri parametri durante il riposo.

Il centro ha sviluppato tecnologie di monitoraggio multiparametrico che combinano registrazioni elettrocardiografiche e respiratorie per studiare il comportamento del cuore e della respirazione, comprendendo meglio l’impatto delle apnee sul ritmo cardiaco e sulla pressione arteriosa.

La valutazione dei disturbi del sonno è integrata nella gestione dei pazienti cardiologici

Portare avanti la Ricerca significa trasformare queste conoscenze in cure sempre più efficaci, strumenti diagnostici più precisi e percorsi di prevenzione capaci di intercettare i rischi prima che diventino malattia.

Sostenere la Ricerca è un gesto concreto per proteggere il cuore di oggi e di domani.

Con una donazione puoi contribuire direttamente a far progredire la Ricerca cardiovascolare e a migliorare la qualità di vita di migliaia di persone.

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