Paolo Guiddi, Psicoterapeuta del servizio di Psicologia dell’Istituto Europeo di Oncologia e del Centro Cardiologico Monzino, all’interno di un articolo per il Corriere della Sera, spiega che il ritorno alla normalità dopo un infarto non riguarda soltanto il recupero fisico. Anche quando la fase più critica è stata superata, infatti, possono emergere reazioni emotive intense che influenzano il benessere della persona e della sua famiglia.
Reazioni frequenti dopo un infarto
Dopo un infarto è normale concentrarsi sulla salute del cuore, ma non bisogna sottovalutare gli aspetti psicologici. Studi recenti evidenziano come molti pazienti possano sperimentare ansia, tristezza, depressione, irritabilità e improvvisi scatti di rabbia nei mesi successivi all’evento cardiaco.
Queste reazioni sono spesso legate alla paura di una nuova malattia, ai cambiamenti nelle abitudini quotidiane e alla necessità di confrontarsi con una maggiore fragilità. Anche i familiari possono vivere momenti di forte stress emotivo nel ruolo di caregiver, ovvero di persone che si prendono cura del paziente durante il percorso di recupero.
Il valore della riabilitazione cardiologica
Tra gli strumenti più efficaci per affrontare la fase successiva a un infarto ci sono i programmi di riabilitazione cardiologica. Si tratta di percorsi multidisciplinari che coinvolgono cardiologi, fisioterapisti, nutrizionisti e psicologi specializzati.
L’obiettivo non è soltanto migliorare la funzionalità cardiovascolare, ma anche aiutare il paziente a recuperare fiducia, autonomia e qualità della vita attraverso attività fisica controllata, corretta alimentazione, gestione dello stress e supporto psicologico.
Al Monzino il supporto psicologico accompagna pazienti e familiari in ogni fase del percorso di cura, dal pre-ricovero alla riabilitazione, contribuendo al benessere emotivo e all’aderenza alle terapie.
Se vuoi scoprire di più come il Monzino si prende cura anche degli aspetti psicologici della malattia cardiovascolare.
Come aiutare una persona che vive tristezza e rabbia dopo un infarto
Chi è vicino a una persona colpita da infarto può svolgere un ruolo importante nel percorso di recupero.
Alcuni suggerimenti possono essere utili:
- Incoraggiare la partecipazione ai programmi di riabilitazione cardiologica;
- Ascoltare senza minimizzare le emozioni e prestare attenzione a segnali come tristezza persistente, forte ansia o isolamento sociale;
- Favorire un graduale ritorno alle attività quotidiane, evitando atteggiamenti eccessivamente protettivi;
- Sostenere il recupero dell’autonomia, permettendo alla persona di riprendere, passo dopo passo, le proprie abitudini;
- Ricordarsi di dedicare tempo anche a sé stessi, soprattutto quando si svolge il ruolo di caregiver.
Sentirsi tristi, preoccupati o vulnerabili dopo un infarto può essere una reazione naturale. Tuttavia, se questi stati d’animo persistono per settimane, compromettono la vita quotidiana o incidono sui rapporti familiari, è importante rivolgersi a uno specialista. Un supporto psicologico adeguato può aiutare il paziente e i suoi familiari ad affrontare con maggiore serenità il percorso di recupero e a ritrovare un nuovo equilibrio emotivo.
Il valore della Ricerca
Prendersi cura del cuore significa considerare non solo gli aspetti clinici, ma anche quelli psicologici e relazionali. Per questo la Fondazione IEO-MONZINO ETS sostiene la Ricerca medico-scientifica del Centro Cardiologico Monzino, promuovendo un approccio alla salute che metta sempre al centro la persona nella sua globalità, dal trattamento della malattia al recupero della qualità della vita.

