L’ottimizzazione delle terapie farmacologiche rappresenta una delle sfide più complesse e rilevanti della pratica clinica, soprattutto nei contesti caratterizzati dalla somministrazione contemporanea di più farmaci (politerapia) e in realtà ad alta specializzazione come lo Istituto Europeo di Oncologia e il Centro Cardiologico Monzino.
In questo scenario, il Deprescribing – ovvero il processo strutturato di revisione e, se necessario, sospensione di trattamenti farmacologici non più appropriati – si conferma uno strumento essenziale per migliorare la qualità delle cure.
La Società Italiana di Farmacologia ha recentemente promosso un gruppo di lavoro dedicato al tema, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo del farmacista ospedaliero nella gestione della terapia farmacologica e rafforzare la collaborazione tra professionisti della salute. Tra i partecipanti, anche la Dott.ssa Emanuela Omodeo Salé, direttrice della Farmacia Ospedaliera dello IEO e del Centro Cardiologico Monzino, che ha portato la propria esperienza maturata in contesti ad alta specializzazione.
Perché il Deprescribing è sempre più necessario
L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle malattie croniche e la disponibilità di farmaci innovativi rendono indispensabile un approccio personalizzato e integrato.
Il farmacista ospedaliero e il farmacologo clinico, in collaborazione con medici ospedalieri (geriatri, internisti, specialisti in cure palliative), medici di medicina generale e infermieri, possono incidere in maniera significativa sulla razionalizzazione delle terapie nei diversi setting assistenziali.
Dalla teoria alla pratica: un approccio multidisciplinare
Il gruppo di lavoro ha evidenziato l’importanza di un confronto costante tra i vari specialisti per individuare strategie efficaci che includano farmacovigilanza, revisione della terapia, monitoraggio clinico e analisi farmacogenetiche, con l’obiettivo di garantire cure realmente su misura e sostenibili.
Un esempio concreto arriva dall’esperienza al Monzino. In un ospedale dotato di Pronto Soccorso, il farmacista ospedaliero può:
- correlare le cause dell’accesso del paziente con eventuali terapie in corso;
- contribuire alla definizione di un piano terapeutico personalizzato, valutando fragilità individuali, genere, abitudini alimentari e stile di vita;
- fornire consulenza sulle formulazioni più idonee e sulle possibili interazioni tra trattamenti già in atto e nuove terapie.
Un ruolo strategico per cure sicure e appropriate
Il farmacista ospedaliero, anche in ambito ambulatoriale, può affiancare il clinico nella valutazione di interazioni ed effetti avversi segnalati dal paziente, individuando quando sia possibile sospendere in modo concordato farmaci non più necessari.
Il Deprescribing, in questo contesto, non rappresenta semplicemente una riduzione del numero di farmaci, ma un processo clinico strutturato che mette al centro il paziente, assicurando terapie personalizzate, sicure e sostenibili. In questo percorso, il farmacista ospedaliero si conferma un punto di riferimento imprescindibile per promuovere un uso consapevole e appropriato dei farmaci, lavorando in stretta sinergia con l’intera équipe clinica.
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Il Deprescribing rappresenta quindi un passaggio cruciale per garantire cure davvero su misura, sicure e sostenibili. Grazie al contributo del farmacista ospedaliero, la gestione delle terapie diventa più appropriata e vicina ai bisogni reali dei pazienti. Ogni passo in questa direzione è possibile solo con il sostegno di chi crede nel valore della Ricerca.
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