La dilatazione dell’aorta ascendente è una condizione che richiede un’attenta valutazione specialistica e non sempre porta automaticamente all’intervento chirurgico.
Come sottolinea il Prof. Marco Agrifoglio, Professore di Chirurgia Cardiaca dell’Università degli Studi di Milano con attività clinica presso il Centro Cardiologico Monzino, ogni decisione deve essere presa considerando caratteristiche dell’aorta, condizioni cliniche del paziente e rischi complessivi.
Cos’è la dilatazione dell’aorta ascendente
La dilatazione dell’aorta ascendente è un aumento del diametro di questo importante vaso sanguigno che porta il sangue dal cuore al resto del corpo.
In condizioni normali, il diametro dell’aorta ascendente è:
- tra 29 e 32 mm nelle donne
- tra 32 e 35 mm negli uomini
Quando questi valori aumentano in modo significativo, si parla di dilatazione, che può evolvere nel tempo e richiedere controlli regolari.
Quando è indicato l’intervento chirurgico
Le ultime linee guida europee ed americane indicano che l’intervento chirurgico sia generalmente raccomandato quando il diametro dell’aorta ascendente supera i 55 mm.
Oltre questa soglia, infatti, aumenta il rischio di complicanze. Tuttavia, il valore numerico non è l’unico elemento da considerare. La decisione chirurgica tiene conto anche della velocità con cui la dilatazione cresce, della presenza di eventuali sintomi e delle caratteristiche anatomiche dell’aorta.
Il peso della storia clinica
La valutazione diventa più complessa quando sono presenti condizioni cliniche pregresse o fattori di rischio aggiuntivi.
Un precedente intervento cardiochirurgico, per esempio, rende un eventuale reintervento più delicato, così come la presenza di altre patologie, tra cui l’insufficienza renale o eventi neurologici avvenuti in passato. In questi casi, il rischio operatorio può aumentare e deve essere stimato con grande attenzione.
L’importanza di una valutazione personalizzata
Per definire il percorso più appropriato è fondamentale una valutazione approfondita e personalizzata. Gli specialisti utilizzano diversi strumenti diagnostici, come l’ecocardiogramma color Doppler e la TAC con mezzo di contrasto del torace, per analizzare nel dettaglio la struttura dell’aorta e la funzione del cuore.
Questi esami permettono di capire con precisione l’estensione della dilatazione e se siano coinvolte aree particolarmente delicate, come la radice aortica, da dove originano le coronarie, o l’arco dell’aorta, da dove partono i vasi sanguigni per l’encefalo. Tutti questi elementi contribuiscono a una migliore stratificazione del rischio e aiutano a scegliere se e quando intervenire.
Intervenire o monitorare?
La risposta alla domanda iniziale è quindi chiara: la dilatazione dell’aorta ascendente non richiede sempre un intervento chirurgico immediato. In presenza di determinate dimensioni o caratteristiche, però, l’intervento diventa una possibilità concreta da valutare con attenzione.
Il percorso più corretto nasce sempre da un confronto tra paziente e team specialistico, con l’obiettivo di trovare il giusto equilibrio tra benefici e rischi e garantire la soluzione più sicura ed efficace.
Il valore della Ricerca
La gestione della dilatazione dell’aorta ascendente è un ambito in continua evoluzione, in cui la Ricerca gioca un ruolo fondamentale. Approfondire le conoscenze su diagnosi, tecniche chirurgiche e criteri di intervento consente di offrire cure personalizzate.
La Fondazione IEO-MONZINO ETS sostiene attivamente la Ricerca del Centro Cardiologico Monzino, permettendo ai medici di definire percorsi di cura mirati e attenti alla qualità di vita dei pazienti.

