Ricerca in quota: il progetto Artemis 4554

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Un laboratorio ad alta quota, nel cuore delle Alpi, a quasi 3.650 metri di altezza. È qui che si è svolta la missione Artemis 4554, una straordinaria impresa scientifica guidata dall’Aeronautica Militare in collaborazione con il Centro Cardiologico Monzino e numerosi partner accademici e istituzionali, in occasione del centenario del Servizio Sanitario dell’Aeronautica.
Un progetto che porta la Ricerca cardiovascolare oltre i confini abituali, per studiare come il cuore e i polmoni si adattano a condizioni ambientali estreme.

Una spedizione corale 

Dal 20 al 26 luglio, cinque medici e ricercatori del Monzino – Dr. Carlo Vignati, Dr. Massimo Mapelli, Dr.ssa Elisabetta Salvioni, Dr.ssa Irene Mattavelli e Prof. Piergiuseppe Agostoni – hanno affiancato circa 40 militari nella scalata alla Capanna Giovanni Gnifetti (3.647 metri). 

Accanto a loro, hanno contribuito al progetto istituti di Ricerca, università e aziende tecnologiche: dal Consiglio Nazionale delle Ricerche alla Sapienza Università di Roma, dall’Università degli Studi di Milano all’Istituto Galeazzi e alla Fondazione Ca’ Granda, fino all’Istituto Neurologico Mondino, all’Università di Padova e a partner industriali come Spacewear, Fitwell, Idea Srl e Medical Cloud Srl
Fondamentale anche il supporto del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, che ha garantito assistenza e sicurezza in quota. 

La Ricerca oltre i limiti 

In un container-laboratorio vicino al rifugio, i partecipanti sono stati sottoposti al cardiopulmonary exercise testing (CPET), un test che permette di valutare in modo completo la capacità cardiorespiratoria durante lo sforzo. 
Accanto a questa procedura, sono state utilizzate strumentazioni di ultima generazione come il PhysioFlow, che stima in tempo reale il volume sistolico, e la Near-Infrared Spectroscopy (NIRS), che misura l’estrazione muscolare dell’ossigeno. 

Questi dati hanno permesso di analizzare con precisione parametri chiave – consumo di ossigeno, ventilazione, funzione cardiaca ed efficienza muscolare – per comprendere come il corpo umano affronti l’ipossia, condizione tipica delle grandi altezze. 

Prospettive cliniche 

Studiare soggetti sani in condizioni estreme offre dati preziosi per la clinica: ciò che accade in quota aiuta a sviluppare protocolli riabilitativi più efficaci e a migliorare diagnosi e terapie per i pazienti cardiopatici. 
La prossima fase si svolgerà nella camera ipobarica dell’Aeronautica Militare, dove sarà simulata la quota in laboratorio per confrontare gli effetti dell’ipossia “artificiale” con quelli osservati in montagna. 

Sostenere la Ricerca significa guardare lontano 

Ogni progetto come Artemis 4554 dimostra quanto la collaborazione tra istituzioni, ricercatori e innovatori possa generare conoscenza e nuove opportunità di cura. 
Il Centro Cardiologico Monzino lavora ogni giorno per trasformare la Ricerca in salute, e la Fondazione IEO-MONZINO ETS raccoglie fondi per rendere tutto questo possibile. 

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