Scritto dal Prof. Filippo De Marinis, Direttore della Divisione di Oncologia Toracica dello IEO, e dalla Dott.ssa Carla Corvaja della stessa Divisione.
Questo articolo approfondisce i più recenti sviluppi nella Ricerca sul tumore del polmone e le nuove opportunità terapeutiche che stanno migliorando le prospettive di cura.
La rivoluzione dei nuovi farmaci per la cura del tumore del polmone
Nell’ultimo decennio, tra le innovazioni farmacologiche più promettenti per la cura dei tumori polmonari si sono affermati i farmaci a bersaglio molecolare, o terapie targeted, e l’immunoterapia.
- Le terapie target inibiscono selettivamente alterazioni genetiche specifiche delle cellule tumorali, responsabili della loro crescita e sopravvivenza.
- L’immunoterapia si pone l’obiettivo di “risvegliare” il sistema immunitario, stimolandolo a riconoscere e combattere il tumore. .
Entrambi gli approcci hanno dimostrato di migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti con tumore del polmone, con una buona tollerabilità. Raramente si osservano tossicità gravi, che tuttavia un prudente monitoraggio consente di riconoscere e gestire precocemente.
Diagnosi accurata e approccio multidisciplinare
L’efficacia dei nuovi farmaci è strettamente dipendente da un’accurata selezione dei pazienti attraverso la formulazione della diagnosi istologica e molecolare da parte del Patologo, condizione necessaria affinché Chirurgo, Oncologo e Radioterapista possano coordinarsi nella definizione della strategia di cura.
Questo iter viene garantito attraverso un approccio assistenziale multidisciplinare, in cui le diverse figure professionali collaborano per offrire al paziente un piano di cura integrato e personalizzato.
Profilazione molecolare estesa
Cardine della medicina di precisione è la diagnosi molecolare avanzata, che si avvale di tecnologie di sequenziamento di nuova generazione (Next Generation Sequencing, NGS), che analizzano in maniera estesa il profilo genetico del tumore. Questo strumento diagnostico consente di identificare bersagli terapeutici specifici, come alterazioni di EGFR, ALK, ROS1, BRAF, ERBB2, KRAS, RET, MET, NTRK1-3, e di personalizzare le cure, selezionando il trattamento più efficace per ciascun paziente.
L’uso dei nuovi farmaci negli stadi precoci della malattia
Oltre al trattamento della malattia avanzata, l’impiego di regimi contenenti immunoterapia, somministrati prima o dopo l’intervento chirurgico, ha dimostrato di ridurre il rischio di recidiva, con un impatto significativo sulla sopravvivenza. Risultati analoghi si sono ottenuti con alcuni farmaci a bersaglio molecolare, utilizzati nel trattamento adiuvante di pazienti sottoposti a chirurgia, con alterazioni geniche a carico di EGFR o ALK.
Il ruolo dello Psico-Oncologo nel percorso terapeutico
La diagnosi di tumore può stravolgere la vita del malato e della sua famiglia, generando necessità di informazione e ascolto, cardini dell’alleanza terapeutica tra medico e paziente.
In questo contesto, la figura dello psico-oncologo rappresenta un supporto fondamentale per la gestione degli aspetti emotivi e psicologici del paziente, alla ricerca di un equilibrio sempre nuovo nell’evolversi della malattia e nel susseguirsi dei trattamenti.
Il desiderio crescente di partecipare consapevolmente al processo decisionale diviene elemento cruciale per favorire l’adesione del malato alle cure e la gestione proattiva degli effetti collaterali.
Nuove terapie: protocolli sperimentali
La Ricerca continua ad esplorare diverse strategie innovative, che includono, fra le altre, farmaci volti a superare i meccanismi di resistenza alle terapie ad oggi disponibili e nuove combinazioni di agenti immunoterapici.
In questo scenario, la sfida di IEO (Istituto Europeo di Oncologia) consiste nel garantire ai pazienti e ai loro familiari una presa in carico globale, che fornisca tutti gli elementi dell’assistenza e permetta, quando possibile, un accesso precoce ai nuovi farmaci nell’ambito di protocolli sperimentali.
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