Microbioma intestinale: come alimentazione e salute sono collegate 

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La Ricerca sul microbioma intestinale sta aiutando a comprendere meglio il legame tra alimentazione, salute e prevenzione delle malattie croniche. Un recente studio pubblicato sulla rivista Nature e coordinato da Nicola SegataGroup Leader del Dipartimento di Oncologia Sperimentale dello IEO e professore all’Università di Trento, ha identificato le specie batteriche intestinali maggiormente associate a uno stato di buona salute. 

L’obiettivo dello studio era definire le caratteristiche di un microbioma intestinale associato a uno stato di buona salute, analizzando il rapporto tra quest’ultima, l’alimentazione e i batteri intestinali. 

Cos’è il microbioma intestinale 

Il microbioma intestinale è l’insieme dei microrganismi che vivono nel nostro intestino. Questo insieme di batteri, funghi, e virus svolge funzioni importanti per l’organismo e influenzano diversi aspetti della salute, tra cui metabolismo, sistema immunitario e processi infiammatori. 

Negli ultimi anni, numerosi studi hanno dimostrato che la composizione del microbioma intestinale cambia anche in base alle abitudini alimentari

Una dieta ricca di alimenti vegetali e povera di cibi processati è generalmente associata a un migliore stato di salute e a un minor rischio di malattie croniche. Il microbioma intestinale rappresenta uno dei meccanismi attraverso cui l’alimentazione può influenzare il benessere dell’organismo.

Microbioma intestinale, salute e alimentazione 

Le ricerche precedenti avevano già evidenziato differenze tra il microbioma di persone che seguono diete onnivore, vegetariane o vegane. 

In particolare, il microbioma associato a una dieta ricca di carne rossa è risultato correlato negativamente con la salute cardiometabolica, mentre quello associato a una dieta vegetale è generalmente associata a un migliore stato di salute e a un minor rischio di malattie croniche. 

I ricercatori e le ricercatrici dello IEO avevano, inoltre, già studiato il rapporto tra microbioma intestinale e consumo di caffè, identificando una specifica specie batterica collegata a questa abitudine alimentare. 

Questi risultati confermano che il microbioma intestinale può essere modificato attraverso la dieta e che le abitudini alimentari influenzano direttamente la composizione dei batteri intestinali. 

Lo studio sul microbioma intestinale e la salute 

Per comprendere meglio quali specie batteriche siano associate a uno stato di salute favorevole, sono stati analizzati i dati metagenomici, materiale genetico estratto direttamente da campioni ambientali, di circa 34 mila persone provenienti da Stati Uniti e Regno Unito. 

Lo studio ha preso in considerazione: 

  • dati sul microbioma intestinale,  
  • abitudini alimentari,  
  • parametri biochimici,  
  • misure del corpo umano che aiutano a valutare lo stato fisico e di salute di una persona. Ad esempio l’indice di massa corporea (BMI).  

L’analisi ha permesso di individuare circa 50 specie batteriche particolarmente associate a marcatori di buona salute e a una dieta considerata salutare. 

Cosa è emerso dalla Ricerca 

I risultati hanno mostrato che le specie batteriche associate a una dieta sana erano spesso collegate anche a parametri metabolici migliori, come livelli più equilibrati di glucosio e trigliceridi nel sangue

Inoltre, le specie batteriche considerate favorevoli risultavano inversamente correlate al BMI, mentre le specie associate a condizioni meno salutari tendevano a essere più presenti nelle persone con un BMI elevato. 

I ricercatori e le ricercatrici hanno osservato anche che le specie del microbioma associate a uno stato di salute positivo erano più abbondanti nelle persone sane rispetto ai soggetti con patologie. 

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