Il tumore dell’endometrio è una forma di neoplasia che origina dalla mucosa interna dell’utero, chiamata endometrio. È il tumore ginecologico più frequente nei Paesi occidentali e rappresenta oggi il quarto tumore più diffuso tra le donne, dopo mammella, colon-retto e polmone. In Italia, nel 2024, si stimano circa 8.650 nuovi casi, pari al 5,5% di tutti i tumori femminili (dati “I numeri del cancro in Italia”). La sua incidenza è in aumento, favorita dall’allungamento dell’aspettativa di vita e dalla crescente diffusione di fattori di rischio come obesità, diabete e squilibri ormonali.
Di cosa si tratta?
Il tumore dell’endometrio non è un’unica malattia, ma comprende diverse forme che si distinguono per caratteristiche biologiche, andamento clinico e risposta ai trattamenti. La variante più frequente è il carcinoma endometrioide, mentre altre, come il carcinoma sieroso, il carcinoma a cellule chiare e il carcinosarcoma, sono meno comuni ma spesso più aggressive. La classificazione molecolare ha assunto un ruolo fondamentale perché consente di identificare alterazioni specifiche, come le mutazioni del gene POLE, il deficit delle proteine del mismatch repair o l’espressione aberrante della proteina p53, e di orientare così le scelte terapeutiche in maniera più mirata.
Sintomi e diagnosi precoce
Una peculiarità del tumore dell’endometrio è quella di manifestarsi spesso in fase precoce con sintomi evidenti. Il segnale più comune è la comparsa di sanguinamenti anomali, soprattutto dopo la menopausa, oppure alterazioni del ciclo mestruale nelle donne più giovani. Questo aspetto consente in molti casi una diagnosi tempestiva, che aumenta significativamente le probabilità di guarigione. La diagnosi viene effettuata tramite ecografia e confermata dall’analisi istologica di campioni di tessuto, mentre la determinazione dello stadio della malattia permette di stabilire l’approccio terapeutico più appropriato. Nei casi iniziali la probabilità di guarigione può raggiungere l’85-90%, mentre nelle forme più avanzate il rischio di recidiva rimane elevato.
Le possibilità di cura
Il trattamento varia a seconda dello stadio e del profilo biologico della malattia. Nelle fasi iniziali la chirurgia, con l’asportazione dell’utero e in alcuni casi dei linfonodi pelvici, rappresenta la terapia principale. Quando la malattia è più avanzata, si ricorre a radioterapia e chemioterapia, mentre negli ultimi anni l’immunoterapia ha aperto nuove prospettive soprattutto per le pazienti con tumori recidivi o metastatici. Si tratta di farmaci che stimolano il sistema immunitario a riconoscere e combattere le cellule tumorali e che, in alcuni casi, hanno dimostrato di migliorare in modo significativo la sopravvivenza. Tuttavia, non tutte le pazienti rispondono in modo efficace e mancano ancora biomarcatori affidabili che permettano di prevedere con precisione chi potrà trarre maggior beneficio da questi trattamenti.
La Ricerca allo IEO
All’Istituto Europeo di Oncologia è in corso il progetto DEMETER, guidato dalla Prof.ssa Nicoletta Colombo e dal Dott. Martin Hartmann Schaefer, che si propone di comprendere meglio i meccanismi alla base della risposta o della resistenza all’immunoterapia. Lo studio indaga in profondità il tumore e il suo microambiente, integrando analisi genetiche, epigenetiche, trascrittomiche e metaboliche. Particolare attenzione è rivolta al ruolo dei lipidi, che possono influenzare il funzionamento delle cellule immunitarie e condizionare l’efficacia delle terapie.
Grazie a tecnologie di ultima generazione, come il sequenziamento ad alta risoluzione, la spettrometria di massa e i modelli tridimensionali “on-chip” derivati dai tumori delle pazienti, i ricercatori hanno la possibilità di studiare la risposta ai farmaci in maniera personalizzata e di collegare i risultati di laboratorio agli esiti clinici reali. Il progetto, sostenuto dal bando Follow the Pink della Fondazione IEO-MONZINO ETS, ha l’obiettivo di individuare nuovi biomarcatori predittivi e di sviluppare strategie terapeutiche sempre più efficaci e su misura.
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Il tumore dell’endometrio è una malattia che può essere diagnosticata precocemente e curata con buone prospettive, ma che presenta ancora forme aggressive e difficili da trattare. La Ricerca oggi si concentra sullo sviluppo di terapie innovative e personalizzate, in grado di garantire cure sempre più efficaci e di migliorare la qualità di vita delle pazienti.
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