Il 20 marzo si celebra la Giornata Mondiale della Felicità, istituita dalle Nazioni Unite per ricordare quanto il benessere delle persone dipenda non solo da fattori economici, ma anche da salute, relazioni e qualità della vita.
Per chi lavora ogni giorno a sostegno della Ricerca medico-scientifica, la felicità ha un significato concreto. Il contributo dei ricercatori e delle ricercatrici può trasformarsi in scoperte capaci di migliorare la comprensione delle malattie, aprire nuove prospettive terapeutiche e rendere la medicina più efficace e personalizzata.
Da oltre trent’anni, come Fondazione IEO-MONZINO ETS sosteniamo esclusivamente e direttamente la Ricerca oncologica e cardiovascolare dell’Istituto Europeo di Oncologia e del Centro Cardiologico Monzino. Grazie alla fiducia di una comunità di oltre 100.000 donatori, sono stati raccolti negli anni più di 90 milioni di euro, destinati a progetti di Ricerca, alla formazione di medici, ricercatrici e ricercatori e allo sviluppo di tecnologie innovative.
La vera felicità nasce soprattutto quando le Ricerche sostenute dalla Fondazione si trasformano in nuove conoscenze e opportunità concrete di cura per i pazienti.
Ecco quattro risultati che ne mostrano l’impatto reale.
1. Una possibile cura non invasiva per le aritmie ventricolari
Le aritmie ventricolari sono tra le condizioni cardiache più pericolose e difficili da trattare. Una Ricerca, condotta dal Centro Cardiologico Monzino insieme all’Istituto Europeo di Oncologia, sostenuta anche dalla Fondazione ha aperto una prospettiva innovativa: l’utilizzo della radioterapia stereotassica come possibile trattamento non invasivo per alcune forme di aritmia.
Questa tecnica, già utilizzata in oncologia, permette di colpire con estrema precisione le aree del cuore responsabili dell’aritmia, offrendo una nuova possibilità terapeutica per pazienti che non rispondono ai trattamenti tradizionali.
Scopri di più nello studio completo: Radioterapia per le aritmie ventricolari: possibile cura non invasiva.
2. Nuove strategie contro il carcinoma mammario triplo negativo
Il carcinoma mammario triplo negativo è una delle forme più aggressive di tumore al seno e, fino a pochi anni fa, disponeva di opzioni terapeutiche limitate.
Tra i motivi per cui possiamo guardare al futuro con maggiore fiducia c’è anche il lavoro dei ricercatori sostenuti dalla Fondazione. Grazie al Bando Borse di Studio, la ricercatrice Giulia Robusti dell’Istituto Europeo di Oncologia ha contribuito a uno studio recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications, che ha fatto luce su un aspetto finora poco esplorato della malattia: il ruolo delle modificazioni epigenetiche, ovvero quei “segni” chimici che non alterano la sequenza del DNA ma ne regolano l’attività.
Analizzando oltre duecento campioni clinici di carcinoma mammario, i ricercatori hanno studiato le differenze tra i diversi sottotipi della malattia, aprendo la strada a una migliore comprensione dei meccanismi biologici alla base del carcinoma mammario triplo negativo e a possibili strategie terapeutiche più mirate.
Approfondisci lo studio: Nuove terapie per il carcinoma mammario triplo negativo.
3. Nuove prospettive per la cardiomiopatia ipertrofica
La cardiomiopatia ipertrofica è una malattia genetica del cuore che può compromettere la funzionalità cardiaca e aumentare il rischio di complicanze.
Tra i motivi di soddisfazione per la Fondazione c’è anche il lavoro di Robin Willixhofer, ricercatore del Centro Cardiologico Monzino, sostenuto grazie al Bando Borse di Studio. Il suo contributo ha partecipato a uno studio multicentrico che ha analizzato il ruolo dei test di funzionalità polmonare nella valutazione dei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica, integrandoli con il test da sforzo cardiopolmonare per ottenere una valutazione più completa della capacità funzionale e del profilo di rischio dei pazienti.
Questi risultati aprono la strada a strumenti diagnostici più precisi e a una gestione clinica sempre più mirata della malattia.
Leggi l’approfondimento: Nuove prospettive per la cardiomiopatia ipertrofica.
4. Una nuova possibile chiave per la cura del tumore della vescica
Un’altra scoperta promettente riguarda il ruolo della proteina NUMB nello sviluppo del tumore della vescica. La Ricerca ha evidenziato come questa proteina possa rappresentare un elemento cruciale nella regolazione dei processi cellulari coinvolti nella crescita tumorale.
Tra gli autori dello studio c’è Francesco Tucci, che durante il suo percorso di Ricerca è stato sostenuto della
Fondazione IEO-MONZINO ETS. Un esempio concreto di come il sostegno ai ricercatori contribuisca alla produzione di nuove conoscenze scientifiche e al progresso della medicina.
Comprendere questi meccanismi è fondamentale per sviluppare in futuro terapie più efficaci e mirate.
Scopri di più: Una nuova prospettiva di cura per il tumore della vescica: la proteina NUMB.
La felicità della Ricerca è una felicità condivisa
Ogni progresso medico-scientifico nasce da un lavoro di squadra che coinvolge ricercatrici e ricercatori, medici, istituzioni e cittadini. Il sostegno alla Ricerca è ciò che permette alle idee di diventare studi, agli studi di diventare scoperte e alle scoperte di trasformarsi in nuove possibilità di cura.
Per questo, nella Giornata Mondiale della Felicità, celebriamo un risultato che appartiene a tutti: la consapevolezza che investire nella Ricerca significa costruire un futuro con più conoscenza, più cura e più speranza.

