Intolleranze alimentari: cosa è davvero importante sapere 

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Le intolleranze alimentari sono sempre più spesso al centro di conversazioni, ricerche online e scelte alimentari. Tuttavia, quando si parla di intolleranze alimentari, la confusione è ancora molta: termini come allergia e intolleranza vengono spesso usati come sinonimi, mentre si tratta di condizioni profondamente diverse. 

Secondo le nutrizioniste di Smartfood IEOil programma in Scienze della Nutrizione e Comunicazione dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, è fondamentale basarsi su evidenze scientifiche e test validati per evitare restrizioni alimentari non necessarie o potenzialmente dannose per la salute. 

Intolleranze alimentari e allergie: quali differenze? 

Per comprendere cosa siano realmente le intolleranze alimentari, è necessario distinguerle dalle allergie alimentari. 

L’allergia coinvolge il sistema immunitario e può provocare reazioni anche gravi, talvolta dopo l’assunzione di piccolissime quantità di alimento. 

L’intolleranza alimentare, invece, non attiva il sistema immunitario. Nella maggior parte dei casi è legata a difficoltà digestive, spesso causate da un difetto enzimatico. I sintomi compaiono generalmente dopo alcune ore e riguardano soprattutto l’apparato gastrointestinale, con gonfiore, dolore addominale, diarrea o senso di pesantezza. 

Un aspetto importante è che nelle intolleranze esiste una soglia di tollerabilità: la comparsa dei sintomi dipende spesso dalla quantità di alimento consumata. 

Quali sono le intolleranze alimentari riconosciute? 

Ad oggi, la comunità scientifica riconosce principalmente due condizioni: l’intolleranza al lattosio e la celiachia, spesso definita intolleranza al glutine. 

L’intolleranza al lattosio è causata dalla carenza dell’enzima lattasi, necessario per digerire il lattosio, il principale zucchero del latte. Quando questo non viene correttamente digerito, può provocare sintomi come gonfiorediarrea e produzione di gas intestinale

La celiachia rappresenta invece una , è una patologia autoimmune a differenza dell’intolleranza al lattosio, il glutine provoca un danno alla mucosa intestinale ed è quindi necessario eliminarlo completamente e permanentemente dalla dieta. 

Attenzione ai test non validati 

Negli ultimi anni si sono diffusi numerosi test che promettono di identificare intolleranze alimentari attraverso un semplice prelievo o altre metodiche alternative. Tuttavia, molti di questi esami non sono scientificamente validati e non hanno dimostrato affidabilità diagnostica. 

Per una diagnosi corretta è sempre necessario rivolgersi a professionisti sanitari qualificati e utilizzare esclusivamente test riconosciuti dalla comunità scientifica, come il breath test per l’intolleranza al lattosio o gli esami specifici per la diagnosi di celiachia

Intolleranze alimentari: i falsi miti più comuni 

Le intolleranze alimentari sono spesso accompagnate da convinzioni errate. Ad esempio, eliminare il glutine senza una diagnosi di celiachia non comporta benefici per la salute. Allo stesso modo, gli alimenti senza lattosio non fanno né ingrassare né dimagrire: hanno infatti un profilo nutrizionale molto simile ai prodotti tradizionali. 

È importante ricordare che eliminare alimenti senza indicazione medica può esporre al rischio di carenze nutrizionali e rendere l’alimentazione meno equilibrata. 

Il valore della Ricerca sostenuta dalla Fondazione 

Investire nella Ricerca significa offrire alle persone gli strumenti per compiere scelte consapevoli e migliorare la loro qualità di vita. 
Per questo la Fondazione IEO-MONZINO ETS sostiene la Ricerca medico-scientifica dell’Istituto Europeo di Oncologia e del Centro Cardiologico Monzino, supportando lo sviluppo di nuove conoscenze e la diffusione di una cultura della prevenzione basata sulle evidenze scientifiche.  

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