Dopo una diagnosi di stenosi coronarica – cioè un restringimento delle arterie del cuore – molte persone si chiedono se sia necessario inserire uno stent oppure se basti una terapia farmacologica. Il Prof. Gianluca Pontone, Vice Direttore Scientifico e Direttore del Dipartimento di Cardiologia Peri-operatoria e di imaging cardiovascolare e co-direttore dell’Unità di Cardiologia dello sport, del Centro Cardiologico Monzino IRCCS, in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera, spiega come si arriva a una scelta clinica appropriata e quali strumenti guidano il cardiologo nella valutazione.
Che cosa significa stenosi coronarica
La stenosi coronarica è un restringimento di una delle arterie che portano il sangue al cuore. Quando il vaso si restringe troppo, il flusso di sangue diminuisce e il cuore può non ricevere l’ossigeno di cui ha bisogno. Questo può causare:
- Dolore al petto
- Fiato corto
- Maggiore rischio di infarto nel tempo.
Per questo è importante capire quando mettere uno stent, un piccolo tubicino metallico a maglie, per riaprire il vaso e quando, invece, si sia sufficiente una terapia farmacologica.
Il FFR: un numero che misura quanto sangue arriva al cuore
Il FFR (Fractional Flow Reserve) è un parametro che stima quanto la stenosi riduce realmente il flusso sanguigno.
Secondo le linee guida internazionali, una stenosi è considerata “significativa” quando il FFR è inferiore a 0,80. Sotto questo valore, il flusso è ridotto abbastanza da poter causare ischemia, e può essere necessario valutare l’utilizzo di uno stent.
Alcuni studi recenti hanno individuato una fascia intermedia tra 0,79 e 0,75, in cui il beneficio dello stent cresce gradualmente man mano che il valore scende. In questi casi, però, la scelta non è automatica. Il dato non è estremamente distante dalla soglia e serve considerare altri elementi.
Il FFR è uno strumento prezioso, ma non è l’unico elemento su cui si basa la decisione. Il cardiologo valuta sempre l’insieme dei fattori: sintomi, sede esatta della stenosi, età, fattori di rischio, funzione cardiaca e rischi della procedura.
Sostenere la Ricerca per migliorare le cure di domani
Capire quando mettere uno stent significa affidarsi alla scienza, ai dati e all’esperienza dei professionisti. È grazie alla Ricerca che strumenti come il FFR sono oggi disponibili e permettono decisioni più precise, sicure e personalizzate.
La Fondazione IEO-MONZINO sostiene ogni giorno la Ricerca medico-scientifica del Centro Cardiologico Monzino, che rende possibili innovazioni come queste e migliora concretamente la vita dei pazienti. Sostenere la Ricerca significa infatti contribuire allo sviluppo di nuove tecniche diagnostiche e terapeutiche, per offrire a sempre più persone cure tempestive e mirate.

