A cura del Prof. Paolo Poggio – Responsabile Unità per lo Studio di Patologie Aortiche, Valvolari e Coronariche, Centro Cardiologico Monzino
Nel cuore di molte persone, spesso senza alcun sintomo evidente, può nascondersi una condizione che merita attenzione: la sclerosi valvolare aortica. Si tratta di un ispessimento dei lembi della valvola aortica, talvolta accompagnato da piccole calcificazioni, che inizialmente non ostacolano il flusso del sangue. Tuttavia, questo quadro apparentemente benigno può rivelarsi un importante segnale di rischio cardiovascolare.
Una condizione da monitorare attentamente
La sclerosi valvolare non è ancora una malattia conclamata, ma è tutt’altro che innocua: studi recenti indicano che oltre il 10% dei pazienti affetti può evolvere verso una stenosi aortica, una forma grave in cui la valvola non riesce più ad aprirsi correttamente, rendendo spesso necessario un intervento di sostituzione chirurgica o transcatetere. Anche quando non evolve in stenosi, la sclerosi aortica raddoppia il rischio di eventi cardiovascolari maggiori, come infarti o ictus.
Diagnosi precoce e nuove prospettive
Attualmente, l’ecocardiografia rappresenta lo strumento principale per la diagnosi, ma non sempre è facilmente accessibile o sistematicamente utilizzato nei controlli di routine.
Per questo, al Centro Cardiologico Monzino si porta avanti un approccio multidisciplinare alla Ricerca: utilizzando tecnologie di imaging avanzato, biologia molecolare e strumenti di bioinformatica per comprendere a fondo i meccanismi che portano alla progressione della malattia.
Un impegno condiviso per la prevenzione
L’obiettivo è duplice: individuare biomarcatori precoci utili alla diagnosi e sviluppare strategie terapeutiche mirate per prevenire la calcificazione valvolare. Un ruolo chiave in questo percorso lo giocano la genetica e i fattori ambientali, che stiamo studiando per capire come intervenire in modo sempre più efficace e personalizzato.
Grazie al sostegno della Fondazione IEO-MONZINO ETS, il laboratorio dell’Istituto ha potuto finanziare due borse di studio per giovani ricercatori, avviare collaborazioni internazionali e contribuire allo sviluppo di studi innovativi che puntano ad avere un impatto concreto sulla salute dei pazienti.
Perché investire nella Ricerca è fondamentale
Investire in prevenzione, diagnosi precoce e terapie mirate non significa solo migliorare la gestione clinica delle patologie valvolari, ma anche ridurre in modo significativo il rischio di eventi cardiovascolari gravi e migliorare la qualità della vita dei pazienti.
Tutto questo è possibile anche grazie al contributo di chi crede nella Ricerca come motore del cambiamento.
Sostenere la Fondazione IEO-MONZINO ETS significa aiutare il futuro della salute: ogni donazione sostiene direttamente il lavoro del Centro Cardiologico Monzino.

