Screening oncologici: nel 2023 oltre 50mila tumori non diagnosticati

logo-cerchi copy 2Created with Sketch.

Nel 2023 oltre 50.000 diagnosi precoci di tumori e lesioni pre-cancerose non sono state effettuate a causa della scarsa adesione ai programmi di screening oncologici gratuiti organizzati dal Servizio Sanitario Nazionale. A confermarlo è la Fondazione GIMBE, che ha analizzato i dati ufficiali dell’Osservatorio Nazionale Screening (ONS), e il quotidiano Il Sole 24 Ore in un approfondimento pubblicato il 17 giugno 2025.

Su quasi 16 milioni di persone invitate nel 2023, solo 6,9 milioni hanno aderito, con gravi conseguenze:

  • 10.884 tumori della mammella non diagnosticati, di cui 2.381 di piccolissime dimensioni
  • 10.273 lesioni pre-cancerose della cervice uterina non rilevate
  • 5.223 carcinomi del colon-retto non identificati, con oltre 24.000 adenomi avanzati sfuggiti alla diagnosi precoce

Che cosa sono gli screening oncologici

Gli screening oncologici organizzati dal SSN sono test di prevenzione secondaria offerti gratuitamente, con lo scopo di diagnosticare tumori o lesioni in fase precoce. Sono rivolti a:

  • Donne 50–69 anni per lo screening mammografico (in alcune Regioni esteso 45–74 anni)
  • Donne 25–64 anni per lo screening cervicale (Pap test o HPV test)
  • Uomini e donne 50–69 anni per lo screening del colon-retto (test del sangue occulto fecale)

Tutti questi esami sono gratuiti e regolati dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ma l’adesione resta drammaticamente bassa, come mostra questa tabella:

ScreeningPopolazione invitataAdesione media nazionale
Mammella4.017.75749,3% (max: Trento 82,5%)
Cervice uterina3.982.37846,9% (max: Trento 78%)
Colon-retto7.945.95632,5% (max: Veneto 62%)
Fonte: Fondazione GIMBE su dati ONS 2023

I motivi della bassa adesione: disinformazione e disuguaglianze

Secondo l’indagine molti italiani evitano lo screening per motivi come:

  • “Sto bene, non ne ho bisogno”
  • “Non ho tempo”
  • “Pensavo fosse a pagamento”
  • “Ho paura del risultato”

L’adesione media nazionale agli screening oncologici si ferma sotto il 50%, ma nel Sud per lo screening del colon-retto scende addirittura sotto il 20%. E questo non è solo un problema di consapevolezza o paura, ma di reale accesso ai servizi.

Inoltre, più di un italiano su cinque non sa che gli screening sono gratuiti. Una disparità territoriale inaccettabile. È quindi necessario l’impegno di estendere e rendere equa la prevenzione, per questo il Ministro della Salute ha annunciato investimenti per un Prevention Hub nazionale entro il 2026, ma nel frattempo serve un’azione coordinata di comunicazione e sensibilizzazione.

Non solo adesione: serve una disponibilità più ampia e capillare degli screening

A fianco del problema dell’adesione, c’è un altro nodo cruciale: la disponibilità reale e uniforme degli screening oncologici organizzati su tutto il territorio nazionale.
Attualmente, l’accesso è limitato a specifiche fasce d’età e spesso soggetto a forti disomogeneità regionali.

Per questo, la Fondazione IEO-MONZINO ha promosso – insieme a Europa Donna – un appello pubblico al Governo affinché lo screening mammografico venga esteso anche alle donne tra i 45 e i 49 anni e tra i 70 e i 74 anni.
Un adeguamento già previsto nelle raccomandazioni europee del 2022, ma ancora non pienamente implementato in Italia.

🔗 Leggi l’appello ufficiale

Estendere la prevenzione significa renderla equa, tempestiva e realmente efficace. E significa soprattutto intercettare più tumori quando sono ancora curabili con trattamenti meno invasivi e più mirati, frutto della Ricerca scientifica.

La Ricerca è la vera chiave per curare prima e meglio

La prevenzione intercetta, ma solo la Ricerca può migliorare la cura.
Scoprire un tumore in fase precoce non basta, se non esistono trattamenti sempre più mirati, meno invasivi e più efficaci.

È per questo che la Fondazione IEO-MONZINO raccoglie fondi per finanziare la Ricerca oncologica nei laboratori dell’Istituto Europeo di Oncologia: dai protocolli personalizzati alle tecnologie di imaging, fino agli studi sui tumori più difficili da trattare. Ogni screening mancato è un’occasione persa. Ogni donazione è un’opportunità in più per cambiare il futuro della cura.

Sostieni ora la Ricerca oncologica dell’Istituto Europeo di Oncologia

Dona oggi per rendere la prevenzione più efficace e la cura più vicina

logo-cerchi copy 2Created with Sketch.

DONA ORA

Costruiamo insieme il futuro della cura delle malattie oncologiche: AIUTACI A FARLO!

×