Melania Lippi, ricercatrice sostenuta da una borsa di studio della Fondazione IEO-MONZINO, è impegnata in un progetto innovativo dedicato alla terapia con mRNA del gene PKP2 per la cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro, una malattia cardiaca rara di origine genetica. L’obiettivo dello studio è sviluppare un approccio che agisca sulle cause biologiche della patologia, andando oltre il semplice controllo dei sintomi.
Una malattia rara che colpisce il cuore
La cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro, conosciuta anche come ARVC, è una patologia che colpisce principalmente il ventricolo destro del cuore, predisponendolo ad aritmie potenzialmente fatali. Inoltre, nel tempo, il muscolo cardiaco può essere sostituito da tessuto fibroso e adiposo, compromettendo la capacità del cuore di contrarsi correttamente e di trasmettere in modo efficace gli impulsi elettrici.
Queste alterazioni possono peggiorare le aritmie e aumentare il rischio di scompenso cardiaco e di morte improvvisa.
I limiti delle terapie disponibili
Oggi le cure per l’ARVC sono prevalentemente sintomatiche. I farmaci aiutano a controllare le aritmie e a sostenere la funzione cardiaca, mentre nei casi più complessi si ricorre a procedure invasive come l’ablazione delle aritmie o il trapianto di cuore. Fondamentale è anche il preventivo impianto del defibrillatore, il cui intervento, è un vero salvavita in caso di episodi aritmici maligni. Non esistono, invece, ancora terapie in grado di intervenire direttamente sulle cause genetiche della malattia.
Il ruolo centrale del gene PKP2
In molti pazienti, la cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro è associata a mutazioni del gene PKP2, che regola la produzione di una proteina fondamentale per la stabilità delle cellule cardiache. Quando questa proteina è presente in quantità ridotte, il tessuto del cuore perde coesione e funzionalità.
Ricerche recenti indicano che la riduzione di PKP2 può essere un meccanismo comune anche in forme di ARVC causate da mutazioni in altri geni, rendendo questo bersaglio particolarmente interessante dal punto di vista terapeutico.
Un nuovo approccio basato sull’mRNA
La terapia con mRNA del gene PKP2 per la cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro punta a fornire alle cellule cardiache le istruzioni per produrre nuovamente la proteina PKP2. L’mRNA è una molecola naturale, non modifica il DNA e consente un trattamento potenzialmente ripetibile e personalizzabile nel tempo.
Questo approccio potrebbe superare alcuni limiti delle attuali terapie geniche basate su vettori virali, ampliando il numero di pazienti che potrebbero beneficiarne.
Nanoparticelle inalabili per raggiungere il cuore
Un elemento distintivo del progetto è l’utilizzo di nanoparticelle di fosfato di calcio, biocompatibili e inalabili. Dopo l’inalazione, queste particelle raggiungono il cuore attraverso la circolazione polmonare e rilasciano l’mRNA direttamente nelle cellule coinvolte nella malattia.
I risultati preliminari mostrano che il ripristino dei livelli di PKP2 può ridurre i processi che portano alla formazione di fibrosi e tessuto adiposo nel cuore.
Dalla Ricerca a nuove prospettive di cura
Questo progetto di Ricerca mira a porre le basi per terapie future capaci di intervenire sulle cause della cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro, migliorando la qualità di vita dei pazienti e riducendo il ricorso a trattamenti invasivi.
Sostenere la Ricerca del centro cardiologico Monzino significa contribuire concretamente allo sviluppo di studi come quello portato avanti da Melania Lippi, trasformando l’innovazione scientifica in nuove possibilità di cura per i pazienti.

