Nuove terapie per il tumore alla prostata

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Il 19 marzo, Festa del Papà, è un’occasione per ricordare quanto sia importante prendersi cura della salute maschile. Parlare di futuro significa anche promuovere prevenzione e Ricerca sul tumore della prostata, tra i più diffusi negli uomini. Oggi, grazie ai progressi scientifici, è possibile comprendere sempre meglio i meccanismi che rendono alcuni tumori più aggressivi e sviluppare strategie terapeutiche sempre più mirate e personalizzate.

Il tumore della prostata è una delle neoplasie più diffuse tra gli uomini nei Paesi occidentali e rappresenta circa il 20% di tutte le neoplasie maschili. In Italia si stimano circa 41.000 nuovi casi ogni anno, un dato in aumento, con una maggiore incidenza dopo i 45 anni.  

La prostata è una piccola ghiandola situata sotto la vescica, fondamentale per la produzione del liquido seminale. Quando le cellule della prostata iniziano a crescere in modo incontrollato, può svilupparsi un carcinoma prostatico che, a seconda delle caratteristiche biologiche e dello stadio alla diagnosi, può presentare un andamento clinico molto variabile. 

Di cosa si tratta?

Nella maggior parte dei casi, il carcinoma prostatico si sviluppa lentamente e rimane confinato all’interno della ghiandola, consentendo un’ampia possibilità di trattamento e una prognosi favorevole. Tuttavia, in una quota significativa di pazienti, la malattia evolve in forme più aggressive, capaci di diffondersi ai linfonodi e ad altri organi. Questa variabilità dipende dalla eterogeneità intratumorale, ovvero dalla presenza, all’interno dello stesso tumore, di popolazioni cellulari con caratteristiche genetiche e biologiche differenti. 

Il trattamento standard delle forme avanzate è rappresentato dalla terapia di deprivazione androgenica (ADT), che riduce la produzione o l’attività degli ormoni maschili (androgeni), fondamentali per la crescita delle cellule tumorali. Sebbene efficace nelle fasi iniziali, nel tempo molti pazienti sviluppano una condizione nota come carcinoma prostatico resistente alla castrazione (CRPC). In alcuni casi, la malattia può evolvere verso un carcinoma neuroendocrino, una forma più aggressiva e resistente alle terapie convenzionali, caratterizzata da cellule prive di recettore per gli androgeni. 

La Ricerca dello IEO

All’Istituto Europeo di Oncologia, un team guidato dal Prof. Salvatore Pece e dal Prof. Gennaro Musi, in collaborazione con il Dipartimento di Anatomia Patologica, sta portando avanti un progetto innovativo sostenuto dalla Fondazione IEO-MONZINO. Lo studio si concentra sul ruolo di NCAM1, marcatore delle cellule staminali e progenitrici del tumore, implicate nella transizione dall’adenocarcinoma prostatico al carcinoma neuroendocrino. 

L’obiettivo è identificare biomarcatori predittivi in grado di riconoscere precocemente i pazienti a maggior rischio di sviluppare forme aggressive e sviluppare terapie mirate capaci di colpire selettivamente le cellule NCAM1+, prevenendo la progressione verso stadi incurabili. Per raggiungere questi risultati, il team utilizza tecnologie avanzate come analisi a singola cellula, organoidi tridimensionali derivati dai pazienti e patologia molecolare ad alta risoluzione. Attualmente non esistono terapie mirate per i tumori neuroendocrini prostatici, e comprendere il ruolo delle cellule NCAM1 potrebbe aprire la strada a cure più personalizzate e più efficaci. 

L’importanza della Ricerca

Il tumore della prostata può essere gestito con successo se diagnosticato precocemente, ma le forme aggressive rimangono una sfida importante per l’oncologia. La Ricerca allo IEO si concentra sullo sviluppo di strategie terapeutiche innovative e personalizzate, volte a migliorare la sopravvivenza e la qualità della vita dei pazienti. 

Il sostegno di chi crede nella prevenzione e nella Ricerca è fondamentale per continuare a promuovere la diagnosi precoce, finanziare studi clinici e diffondere consapevolezza sulla salute maschile. Ogni contributo, anche piccolo, aiuta a sviluppare nuovi approcci terapeutici e a offrire opportunità concrete ai pazienti. 

Per la Festa del Papà, scegli un gesto che guarda al futuro della salute maschile. Con la tua donazione potrai scaricare un biglietto di auguri da regalare a chi vuoi.

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